Perde la pazienza il giudice Lucy Koh, responsabile del maxi-processo che vede contrapposte Apple e Samsung. Alla richiesta di ascoltare nuovi testimoni a poche ore dallo scadere del tempo a loro disposizione, il giudice ha dimostrato tutta la sua frustrazione dando vita ad un curioso sipario. “Ma state fumando crack?” ha chiesto sbigottita a uno degli avvocati della Apple. Così il legale ha assicurato: “No, non sto fumando crack. Posso prometterlo”.

Il grottesco scambio di battute è avvenuto in una delle ultime udienze che il giudice Koh ha dovuto affrontare nella colossale disputa tra i due giganti dell’elettronica. Sul tavolo della discussione ci sono accuse e contro-accuse legate a dispositivi e brevetti che una società avrebbe copiato dall’altra e viceversa. Una controversia che sta tenendo banco sui giornali di tutti il mondo soprattutto per la sua complessità e che ha portato il giudice Koh a perdere definitivamente la pazienza.

I primi segnali di cedimento si erano già registrati nel giugno dello scorso anno quando il maxi-processo era ancora nella sua fase preliminare: già in quell’occasione il giudice aveva fatto la sua prima dichiarazione curiosa. “Non possiamo solamente andare tutti d’accordo? Vi manderò una scatola di cioccolatini, a prescindere”. 

Ad inizio settimana un nuovo tassello: gli avvocati in difesa di Apple hanno dichiarato di voler ascoltare Susan Kare ma che, per problemi famigliari, non avrebbe potuto presentarsi davanti al giudice fino a lunedì. Dopo alcune discussioni la posizione del giudice distrettuale è stata irremovibile: se la signora Kare non riesce a testimoniare questa settimana, non lo farà né i prossimi giorni, né mai. Nell’udienza di Ferragosto è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e Lucy Koh ha mostrato apertamente tutta la sua frustrazione. Entrambe le società hanno a disposizione un totale di 25 ore in cui presentare il caso, i testimoni, le prove e formulare le conclusioni: gli avvocati di Apple, a poche ore dallo scadere del loro tempo, hanno presentato un nuovo documento di 75 pagine in cui si chiedeva al giudice di ascoltare le dichiarazioni di altri 22 testimoni. “Andiamo! 75 pagine! – ha sbottato una frustrata Lucy Koh – Lei vuole che io faccia un’ordinanza di 75 pagine! A meno che lei stia fumando crack, sa che questi testimoni non saranno mai ascoltati”.

William Lee, avvocato dell’azienda con sede a Cupertino, ha fatto un passo avanti e ha dichiarato: “In primo luogo, vostro onore, non sto fumando crack. Posso prometterlo” aggiungendo come il team di avvocati ha passato al setaccio il documento e si è detto sicuro di riuscire ad ascoltare tutti i testimoni nel tempo che rimane a loro disposizione. “Siete irragionevoli – ha concluso il giudice Koh – Non ho intenzione di correre in giro cercando di ottenere un briefing di 75 pagine per dei testimoni che non verranno mai ascoltati. Sto pensando di inserire una tassa, proprio per queste situazioni”.

Il maxi-processo tra Apple e Samsung non sembra voler ancora scrivere la parola “fine” all’intera vicenda, nonostante il giudice abbia dato dei chiari segnali sulle sue intenzioni che porterebbero portare ad una sentenza in tempi ragionevoli. Un processo che in realtà sta mettendo a nudo le intenzioni delle due società sottolineando come il mercato non ha affatto risentito delle controversie legali ma anzi, ha portato le aziende a scalare le classifiche di vendita e a spartirsi gran parte degli introiti a discapito di altri concorrenti.  “C’è solo una cosa al mondo peggiore del far parlare di sé – scriveva Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray – Il fatto che non se ne parli” e sembra che Apple e Samsung ne siano a conoscenza.