La Provincia di Ferrara in questi ultimi 3 anni ha ridotto la spesa di personale di 2 milioni di euro, i dipendenti di 30 unità ed i dirigenti di 5 unità snellendo la struttura organizzativa senza perderci in qualità professionali perché  le scelte  non sono stata dettate dalla politica o fatte per pagare  debiti elettorali.

In questi 3 anni la spending review noi l’abbiamo praticata davvero erogando gli stessi servizi nonostante i massacri delle finanziarie che si sono succedute e questo perché abbiamo fatto scelte esclusivamente legate all’esigenza di introdurre qualità ed efficienza nella gestione dei servizi.

Dispiace rilevare che la sig.ra Barbati dell’IDV non si sia accorta di questo lavoro e apra una polemica su un concorso che è già stato sospeso e non certo per il suo comunicato stampa  ma perché  siamo soliti rispettare le disposizioni normative.

Vorrei chiarire però alcuni  aspetti che potrebbero risultare interessanti a chi vuol guardare alla vicenda andando appena oltre il  populismo col quale di questi tempi è facile raccogliere consensi.

Intanto vorrei segnalare  che il concorso per il caposettore dell’ufficio tecnico era inserito nella delibera di programmazione del personale  condivisa  anche dall’allora assessore dell’Idv.

Il Concorso, inoltre, non prevedeva l’assunzione di un dirigente in più,  ma la copertura di un posto a tempo indeterminato oggi coperto da un contratto a tempo determinato più oneroso.  Il livello di retribuzione previsto sarebbe comunque stato  di molto inferiore a quello dei dirigenti della Regione  che la sig.ra Barbati non contesta per il semplice motivo che in Regione l’IDV è parte della maggioranza mentre in Provincia a Ferrara è all’opposizione anche se così finisce per non essere molto credibile.

Il  settore lavori pubblici è probabilmente il  più importante della Provincia,  deve gestire 900 Km viabilità, un patrimonio immobiliare rilevante ed opere pubbliche in via di realizzazione per oltre 200 mln di € (vedi idrovia) che rappresentano l’unica speranza di sviluppo del territorio. La sig.ra Barbati si preoccupa del concorso mentre, se volesse fare seriamente gli interessi dei cittadini ferraresi (ma del resto lei non è ferrarese), si preoccuperebbe  di come  far andare avanti i lavori senza rischiare di perdere importanti finanziamenti.  Il lavoro di un ingegnere capo non può essere fatto da un geometra pur bravo, si rischia di perdere decine di milioni di euro per risparmiarne 90 mila. Ma la signora Barbati  sembra  interessata più a conquistarsi visibilità mediatica che ad affrontare  il tema dello sviluppo del territorio ferrarese.

Circa l’opportunità di assumere un dirigente mentre si discute l’abolizione delle Province, vorrei sottolineare che da tempo è noto che l’abolizione delle province è incostituzionale e quindi  non potrà essere attuata. Lo sa l’IDV (Di Pietro da magistrato avrà dato una letta veloce alla Costituzione) e lo sa il governo che non parla più di abolizione e soppressione, ma di accorpamenti  collegati alla definizione più precisa e puntuale dei compiti e delle funzioni.  Ciò che è altrettanto chiaro è che una delle funzioni principali che rimarranno in capo alle province “accorpate” sarà la viabilità e proprio per questo il territorio ferrarese avrebbe avuto tutto l’ interesse ad avere rappresentanti di grande capacità e professionalità nella gestione e direzione di questo settore anche nel futuro assetto dell’Ente.

Quello che non accetto è l’accostamento di questa vicenda a quelle di una casta che fa di tutto per garantirsi privilegi fino alla fine. In questo caso non si sarebbe fatto l’interesse di politici, correnti o lobby di qualche genere,  ma semplicemente quello del territorio.

Invito la Barbati, prima di fare critiche dettate solamente dal  rancore dovuto alla rottura dell’alleanza con l’Idv a Ferrara, a guardare in casa propria e a preoccuparsi di giustificare la sua sostanziosa indennità e i suoi privilegi di Consigliere Regionale, assolutamente sproporzionati rispetto alle responsabilità che ha, praticamente inesistenti rispetto a quelle di un ingegnere capo o di un qualunque sindaco.