Matrimonio gay e adozioni aperte anche alle coppie omoparentali già dal primo semestre del prossimo anno. La promessa, chiara ed esplicita, è arrivata ieri dal premier francese Jean-Marc Ayrault, nel suo discorso programmatico, relativo al nuovo governo socialista. «La nostra società si evolve, i modi di vita e le mentalità cambiano – ha sottolineato davanti all’Assemblea nazionale -. Nuove aspirazioni si affermano. E il nostro esecutivo deve trovare delle risposte». Il Primo ministro francese ha sostanzialmente confermato, indicando una scadenza precisa, una delle promesse di François Hollande durante la campagna elettorale alle ultime presidenziali.

E così la Francia si aggiungerà alla lista dei Paesi che in Europa e nel mondo hanno autorizzato il matrimonio gay: Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Canada, Sudafrica, Argentina, Messico (ma solo nella capitale) e sei Stati degli Usa. Attualmente in Francia il matrimonio gay non è consentito, mentre lo è la possibilità di concludere unioni civili (Pacs), introdotta nel 1999, ancora dai socialisti, e mai eliminata dalla destra, durante il lungo periodo in cui è rimasta al potere. Non è prevista neppure l’adozione da parte di genitori dello stesso sesso, nonostante già oltre 200mila minori vivano questa condizione. Va detto che in un recente sondaggio dell’istituto Bva i francesi si sono detti favorevoli al matrimonio gay al 63% e all’adozione per tutte le coppie, senza discriminazione, al 56 per cento.

La posizione assunta in merito durante la campagna aveva valso a Hollande l’appoggio dei movimenti di omosessuali. D’altra parte, secondo un’altra inchiesta, dell’istituto Ifop, gay e bisessuali rappresentano in Francia il 6,5% del corpo elettorale, contro il 4,5% appena dei cattolici praticanti. Il contendente sconfitto di Hollande alle presidenziali, Nicolas Sarkozy, era invece contrario a entrambe le possibilità, prevedendo solo l’introduzione di una cerimonia ufficiale al municipio per i Pacs, quasi al pari di un matrimonio. Dopo l’annuncio di Ayrault, Jean-François Copé, segretario generale dell’Ump, il partito di centro-destra, lo stesso di Sarkozy, ha ammesso di essere favorevole all’eguaglianza dei diritti, ma non al matrimonio gay «perché in quel caso si tocca più in generale la questione della famiglia, di questa istituzione. Tutto questo, in ogni caso, necessita un dibattito più ampio». All’interno della sua formazione politica, comunque, numerose sono in realtà le voci a favore delle novità che vuole introdurre il governo socialista.