Sono 33 gli attivisti denunciati dalla polizia per gli scontri avvenuti nel centro di Bologna lo scorso 16 giugno, in occasione della visita a Bologna del premier Mario Monti. Le indagini, hanno spiegato stamane dalla questura del capoluogo emiliano, sarebbero solo a una prima fase e gli inquirenti hanno preso in considerazione solo i due momenti principali delle proteste. Ci sono infatti 26 denunce, per gli scontri in via Righi,dove era stato posto un blocco di camionette a pochi metri da dove il presidente del consiglio sarebbe dovuto arrivare per un convegno. Le altre sette segnalazioni riguardano gli scontri avvenuti in via Indipendenza tra attivisti del TPO di Bologna e polizia e carabinieri anche qui in tenuta anti-sommossa.

Lunghissima la lista dei reati contestata ai 33, che ora sono anche indagati dalla procura di Bologna: manifestazione non preannunciata, resistenza a pubblico ufficiale, accensioni ed esplosioni pericolose, porto abusivo di armi improprie, getto di oggetti pericolosi,uso di caschi protettivi  e travisamenti, inosservanza dei provvedimenti della pubblica autorità e istigazione a delinquere.

La prima manifestazione, sarebbe dovuta essere un semplice cacerolazo in stile argentino: i 400 manifestanti erano stati chiamati a fare una protesta rumorosa armati di pentole, fischietti e posate di tutti i tipi. Il corteo era stato organizzato da diverse sigle: Cua, Crash, Santa Insolvenza, Bartleby, Vag61 e il sindacalismo di base. È proprio con pentole e padelle utilizzati a mo’ di martello che, secondo la ricostruzione della polizia, diversi manifestanti avrebbero colpito gli agenti durante i momenti concitati dei contatti. “L’obiettivo era far male”, spiega oggi la Digos, che in questa prima fase di indagini sta utilizzando i molti filmati di quel pomeriggio in cui il centro di Bologna è stato blindato.

Nell’altro corteo, quello organizzato dal Tpo, sono scattate denunce anche per istigazione a delinquere. Una contestazione, per gli attivisti del centro sociale di via Casarini guidati quel pomeriggio dal loro leader, Giammarco de Pieri, arrivata per gli inviti rivolti col megafono agli altri manifestanti a sfondare il cordone ed entrare nella linea rossa.

Al momento il bilancio dei contusi tra la polizia è fermo a otto agenti, il più grave dei quali ha avuto una prognosi di 30 giorni per una infrazione alla spalla. Alcuni agenti tuttavia avrebbero anche sofferto per il lancio di almeno tre grossi petardi, forse bombe carta, che per lo spostamento d’aria possono creare dei danni all’apparato uditivo.

Gli inquirenti stanno inoltre valutando anche gli altri momenti del pomeriggio, tra cui un imbrattamento alla  Deutsche Bank, anche se le 33 denunce, che hanno riguardato 27 uomini, di cui due minorenni e sei donne, per ora riguardano solo gli scontri diretti e le cariche della polizia.