Mentre continua a raccogliere consensi e a attirare sindaci dalla sua parte, soprattutto in Toscana e in Emilia Romagna, arriva una tegola sulla candidatura di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra. L’Espresso rivela i particolari di un documento riservato, che sarebbe stato commissionato da Silvio Berlusconi ad alcuni consiglieri, capeggiati dai fedelissimi Dell’Utri e Verdini, che lo vede come possibile futuro candidato premier del centrodestra. Il sindaco di Firenze raggiunto telefonicamente dal Fattoquotidiano.it è a dir poco infuriato: “Se è per questo sto per andare a incontrare Jack lo squartatore”. La notizia esce alla vigilia della due giorni di dibattiti, in cui la corrente che fa riferimento a Renzi me dovrebbe investirlo ufficialmente come candidato del Pd contro Bersani”. “Guarda caso proprio mentre i sondaggi mi danno in ascesa”.

E poi rincara su Facebook: “L’Espresso lancia con enfasi un piano di rinascita berlusconiana sparandomi in apertura. Ovviamente tutto senza chiedermi una dichiarazione, senza fare una verifica, senza nulla. E allora voglio svelare il mistero: il piano esiste! L’hanno firmato non solo Verdini e Dell’Utri, ma anche Luciano Moggi, Licio Gelli, Jack lo Squartatore e Capitan Uncino. Ma sono stato irremovibile: finché non me lo chiede il mostro di LochNess non accetto”

Ma cosa succederà domani e sabato? Renzi aspetta nel suo capoluogo decine di amministratori da Gela a Bolzano per una due giorni sul futuro del centrosinistra organizzata dalla sua “corrente”. Anche se la delegazione più consistente arriverà dalla Toscana, ma soprattutto dall’Emilia Romagna, dove il centrosinistra si è diviso tra i fautori del ricambio e i fedelissimi alla linea ufficiale del partito e del suo leader. Da una parte ci sono il presidente della Regione, Vasco Errani e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, pronti a rinnovare la fiducia a Pierluigi Bersani. Dall’altra un folto gruppo di sindaci, consiglieri e assessori con il biglietto per Firenze già in tasca, interessati alla dottrina di Matteo Renzi e del suo gruppo di rottamatori.

Se è vero quindi che lo zoccolo duro del Pd, Errani in testa, non sembra intenzionato a voltare le spalle al segretario, giorno dopo giorno la cordata renziana sta guadagnando adesioni. Del resto la prospettiva delle primarie di coalizione ha ufficialmente riaperto i giochi e anche in Emilia Romagna sono molti coloro che stanno pensando a posizionarsi, scegliendo uno dei due fronti.

La convention di domani e sabato potrebbe essere quindi l’occasione per scoprire le carte e tracciare una mappa degli schieramenti, in vista della corsa per la premiership. Tra gli emiliano romagnoli, scontata la partecipazione del presidente del consiglio regionale, Matteo Richetti. Presente anche alla Leopolda dello scorso autunno, Richetti non ha mai nascosto le sue simpatie per il sindaco di Firenze, al quale lo lega, oltre all’età (hanno meno di un anno di scarto), anche un comune impegno per abbattere i costi della politica. Dalla Provincia di Bologna dovrebbe poi partire l’assessore all’ambiente, Emanuele Burgin, intenzionato anche lui a partecipare alla due giorni fiorentina. Mentre, per ora, tra i consiglieri comunali di Bologna le uniche adesioni sono arrivate da Francesco Errani e Benedetto Zacchiroli. “Andrò a Firenze per ascoltare, per farmi un’idea. Di Renzi mi piacciono i metodi e i modi di comunicare”, ha commentato Zacchiroli, ex candidato alle primarie per la poltrona di sindaco. Renzi si è poi guadagnato anche il favore di un veltroniano come il parlamentare Salvatore Vassallo e di un pezzo da novanta del Pd ascrivibile all’area degli ulivisti, come l’ex ministro della difesa, Arturo Parisi.

Pronto a partire anche l’ex sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, mentre a sorpresa potrebbe disertare l’appuntamento fiorentino Graziano Delrio. Nonostante nelle scorse settimane il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci si sia schierato al fianco di Renzi nel chiedere le primarie del centrosinistra, è probabile che questa volta non parteciperà all’assemblea dei rottamatori. “Sarà fuori dall’Italia per un periodo di riposo”, assicurano dal suo staff. Rimane il fatto che l’endorsement di un uomo in forte ascesa come Delrio tirerebbe la volata alla corrente di Renzi, a dimostrazione di come l’Emilia Romagna sia un terreno di gioco decisivo per il futuro del centrosinistra.

Non sembra intenzionato a unirsi all’assemblea di Firenze neanche Andrea Gnassi, sindaco di Rimini: “Difficile lasciare la città in piena stagione turistica”. Resta poi una zona grigia, composta da chi, per ora, preferisce restare a alla finestra senza esporsi e da chi guarda con interesse al modello di rottamazione più soft proposto da Pippo Civati, come l’assessore alla sanità di Bologna, Luca Rizzo Nervo.

Intanto, in regione, Bersani ha già incassato il sostegno del presidente Vasco Errani, del sindaco di Bologna, Virginio Merola e di quello di Imola, Daniele Manca. Alcuni giorni fa i tre hanno messo nero su bianco il loro appoggio al leader, rispondendo all’appello lanciato da alcuni amministratori a favore della candidatura di Bersani. Le loro firme si sono aggiunte a quelle di altri esponenti del Pd, come Piero Fassino, sindaco di Torino ed Enrico Rossi, presidente della regione Toscana.