Una dichiarazione di guerra aperta contro il rettorato ultradecennale di Gino Ferretti. Dopo L’Aquila, anche all’Università di Parma il decano ha indetto le elezioni per il rettore. E questo, nonostante la proroga del mandato che il ministero dell’Università e della ricerca avrebbe concesso sulla carta al magnifico fino alla fine dell’anno accademico 2012/2013.  

La decisione, spiega Sergio Zani, che il 5 giugno ha fatto visita a Ferretti per annunciargli la scelta, sarebbe stata presa proprio a seguito delle mancate risposte da parte del ministro Francesco Profumo. Il decano Zani aveva infatti scritto al Miur qualche mese fa per avere chiarimenti sulla seconda proroga del mandato del rettore di Parma, ma da Profumo non sarebbe arrivato nessun documento ufficiale. Così Zani è andato dritto per la sua strada, dopo essersi consultato con giuristi dell’Ateneo e dopo che numerosi docenti avevano polemizzato contro il prolungamento del regno di Ferretti.

Il caso della proroga-bis dei rettori riguarda una decina di università italiane in cui i magnifici sono in carica da oltre due mandati. Tra questi anche Ferretti, che guida l’Università di Parma dal 2000 e che già lo scorso anno per effetto della riforma Gelmini, alla scadenza di due mandati consecutivi aveva goduto di una prima proroga per consentire l’adozione del nuovo Statuto. Sarebbe proprio questo il pretesto secondo cui molti rettori sono riusciti ad ottenere un anno in più: la discordanza tra momento della pubblicazione dello Statuto e la sua effettiva adozione, un cavillo della legge Gelmini interpretato nella maggior parte ad hoc per avere un’ulteriore proroga.

Ma l’interpretazione creativa è stata considerata illegittima da molti docenti, non solo a Parma. Al punto che il 14 giugno sarà presentata alla Camera dei deputati una petizione di professori di venti atenei italiani contrari al provvedimento.

Intanto contro il ministero si è già messa in moto la macchina elettorale avviata da Zani, che ieri ha comunicato a docenti e ricercatori, studenti e personale tecnico amministrativo dell’Ateneo la propria decisione di “indire le elezioni del rettore per il sessennio 2012/13-2017/18 non avendo avuto risposta dal ministro Francesco Profumo alla mia richiesta di chiarimenti sul fondamento giuridico della seconda proroga del mandato rettorale”. La data fissata per la prima votazione è il 27 settembre 2012 e c’è già chi, come lo storico preside di Medicina Loris Borghi, considera già riaperta la campagna elettorale. “Aspettavo che la situazione si chiarisse – commenta – ma da oggi mi considero di nuovo candidato”, mentre tra i corridoi di via Università a qualcuno scappa un sorriso: “Volevano fare un colpo di Stato? Bè, adesso lo vedremo chi vincerà”.

Il decano nella lettera spiega che “la decisione, in una situazione giuridica di non chiara evidenza, è maturata dopo un lungo periodo di riflessione e vari colloqui con alcuni giuristi del nostro Ateneo. Ho ritenuto di adottare tale deliberazione per senso del dovere dell’ufficio di decano”.

E dire che il magnifico Ferretti ci ha provato fino alla fine a scoraggiare l’iniziativa di Zani. Solo il 30 maggio, neanche dieci giorni prima della convocazione delle elezioni rettorali, aveva inviato una comunicazione ai membri dell’Ateneo per dimostrare che non c’era possibilità di sfilargli l’ermellino, portando a tutti l’esempio di quanto era accaduto all’Università de L’Aquila, dove il decano aveva indetto le elezioni per maggio nonostante la proroga già in atto di un altro anno di mandato per il rettore Fernando Di Orio. “Il Tar dell’Aquila si è recentemente pronunciato sulla questione dei mandati rettorali, per cui ritengo opportuno dare alcune informazioni – scrive Ferretti – Su questo tema la situazione dell’Università dell’Aquila è assolutamente simile a quella di Parma”. Ferretti spiega com’è finito il caso nel capoluogo abruzzese: con il ricorso al Tar del Miur tramite l’Avvocatura di Stato e la sospensione di validità del provvedimento del decano da parte del tribunale regionale, che ha dato quindi ragione al rettore in carica. “È doveroso osservare che non siamo di fronte a un parere di qualcuno, ma ad una ordinanza emessa da un Tribunale in base alla legislazione già attualmente in vigore” sottolinea Ferretti.

Peccato che pochi giorni dopo al centro della stessa vicenda ci sia proprio il suo mandato. E su questo, per ora preferisce il no comment. “Non ho tempo, sono molto impegnato” dice in fretta prima di riattaccare il telefono. Ma settembre non è poi così lontano e forse anche per Parma qualcuno sta già pensando a un ricorso al Tar.