E’ il 22 agosto 2010: in serata si terrà a San Siro il trofeo Berlusconi e l’ex presidente del consiglio decide di invitare alcune sue “amiche” (Nicole Minetti, Ioana Visan, Marysthell Polanco, le gemelle De Vivo, Lisa Barizonte) . Avrà una fedelissima che provvederà a telefonare alle interessate, a prenderle con l’auto, a controllare nel parcheggio vip dello stadio, riservato alle auto blu, le invitate del Cavaliere (al suo fianco in quest’ultimo compito c’è Lorenzo Tonetti, uno dei proprietari del ristorante milanese “Giannino”): si tratta del parlamentare europeo Licia Ronzulli. In particolare, la  Ronzulli  ha partorito da soli 10 giorni e già è attiva nel suo operoso ruolo. Due settimane prima assieme al marito Renato Cerioli era ospite dell’ex premier a Villa San Martino, circostanza definita “pesante” dalla Minetti durante una conversazione telefonica con Barbara Faggioli. Nella giornata del 22 agosto si innesca una rete fitta di telefonate tra diversi protagonisti: Berlusconi chiama la Minetti, che a sua volta è contattata dalla Ronzulli e che racconta l’iter organizzativo all’amica Barbara Faggioli, impegnata nella preparazione di alcuni esami universitari. Affiora un odio generale delle ragazze per il parlamentare europeo (“ci vede lungo la Licia”, sentenzia Barbara Faggioli), in particolare da parte di Ioana Visan e della stessa Minetti, che si lascerà andare ad epiteti piuttosto coloriti. Nello scambio incrociato di telefonate affiora il solito nome in codice affibbiato a Berlusconi (“Lucia”), ma anche frasi sibilline, come quella pronunciata dalla Minetti mentre invita Miriam Loddo ad inviare un sms all’ex premier, spesso irrintracciabile: “Scrivi a Lucia che hai bisogno di vederla perché le devi ridare quei vestiti che ti aveva prestato e che hai lavato”. In quella serata la Minetti non andrà a vedere la partita: ufficialmente perché non vuole fare “figure di m…” comparendo assieme a “quella gente”. In realtà, come confida alla Polanco, non vuole correre il rischio di essere scoperta dal fidanzato, che si trova in vacanza all’isola d’Elba e al quale il consigliere regionale ha assicurato di stare a Rimini dai genitori. Cerca allora di convincere sia Berlusconi (che non sa che è fidanzata), sia la Ronzulli a cenare a villa San Martino e non da Giannino, sia per il timore di essere riconosciuta, sia, come rivela alla Polanco, perchè alla casa del cavaliere ci si diverte di più (“seduti che ca…o facciamo?”). La cena effettivamente si tiene ad Arcore. La Minetti, assieme ad alcune ragazze, si intratterrà due notti nella villa del Cavaliere. La Ronzulli sarà presente nella dimora dell’ex premier anche nella mattinata del 24 agosto, come emerge da una telefonata tra la Minetti e la Visan, entrambe ospiti nella villa: Berlusconi è in compagnia del suo medico e della Ronzulli in giardino e non appena intravede Nicole Minetti e Lisa Barizonte in procinto di uscire per salutarlo, fa loro cenno di entrare dentro. La settimana successiva nuova partita a San Siro, nuova cena. Stavolta Berlusconi non inviterà direttamente la Minetti, ma sarà la Ronzulli a vestire il ruolo di ambasciatrice. Questo scatena l’ira del consigliere regionale, che esprime tutta la sua rabbia e il suo disappunto in una conversazione telefonica con la Faggioli. “Lui è esaurito”, invita gentaglia, delega la Ronzulli e Puricello, consigliere regionale del PDL, a fare gli inviti, ma soprattutto pecca di incoerenza: la sera del 29 agosto 2010, infatti, alla comitiva si erano aggregati anche Emilio Fede e Lele Mora. E sarà la Faggioli a ricordare, indignata, tutte le rampogne di Berlusconi sulla sconvenienza nel frequentare Lele Mora: “prima mi dice di non farmi vedere in giro con Lele e queste persone e poi ci va a cena?” di Gisella Ruccia