Per la serie a volte ritornano, questo mercoledì di serie A siamo di nuovo tra voi con la nostra rubrica  e insieme a noi i nostri vecchietti, quelli che i media, a seconda delle esigenze, esaltano o ripongono nello scantinato. Sono Francesco Totti ed Alex Del Piero ovvero il governo tecnico della serie A, chiamati a risolvere i problemi delle rispettive squadre,  dopo il successo di ieri avrebbero detto: “Monti e Fornero non siete nessuno”.

Roma 3-1 Udinese

La Roma è un fenomeno inspiegabile, roba da far invidia alla Madonna di Medjugorje . I giallorossi, nella partita di sabato scorso, vengono umiliati dalla terz’ultima in classifica, il Lecce, con un sonoro 4 a 2. Ieri sera, a soli 4 giorni di distanza, si trasformano in grande squadra manco fossero Arturo Brachetti.

Lo spettacolo è lodevole, l’impegno anche e l’antipatia di Luis Enrique esponenziale. Se la tira più di Belen, nel postpartita respinge i complimenti con aria annoiata ed ostenta modestia, roba da superbi. Dopo aver visto il capitano Francesco Totti che sblocca la partita diciamo grazie al Governo Monti per il prolungamento dell’età pensionabile, non tutto il male viene per nuocere.

Inter 2-1 Siena

I miei amici giornalisti sul gol del vantaggio del Siena erano disperati, non tanto per il risultato, quanto per il mister Stramaccioni. Era stato esaltato come fosse il nuovo Mourinho ma dopo aver pareggiato con il mediocre Cagliari, rischiava di ripetersi in negativo con il Siena. Panico generale nella tribuna stampa, poi ci pensa il Siena a fare l’assist a Milito per il pareggio. L’Inter insiste fino a che le piove addosso un rigore a dir poco generoso. La caduta in area del giapponese Nagatomo era talmente volontaria che prima di buttarsi ha urlato “Banzai”. Segna ancora Milito e la partita finisce per la gioia di Moratti, che in tribuna si fa il segno della croce dopo che per metà campionato ha fatto venire giù tutti i santi del calendario. Sono felici anche i miei amici giornalisti, che potranno ancora scrivere “Stramouccioni”. Si sa i giornalisti sono come i bambini, quando scoprono parole nuove usano sempre e solo quelle.

Juventus 2-1 Lazio

Da questa partita possiamo cogliere alcuni spunti di riflessione. Il primo è che per il Milan sarà veramente dura strappare lo scudetto alla Juventus dopo avergli regalato un giocatore come Pirlo, leader del gioco e del centrocampo bianconero. La scorsa estate non gli rinnovarono il contratto preferendogli Gattuso lo “strabico”, Cassano il cardiopatico e Pato l’osteoporotico. In secondo luogo noto che Antonio Conte nelle interviste a fine partita fa finta di non avere la voce,  poverino quanto ha urlato, quanto ha partecipato! Mi ricorda i meccanici che dopo essere stati tutto il giorno al bar prima di rientrare a casa dalla moglie si sporcano di grasso per farle credere che hanno lavorato.

Vorrei fare i complimenti a due dei 3 marcatori di questa partita : Alex Del Piero e Stefano Mauri. Per il primo vale la considerazione nell’intro della nostra rubrica, è un vecchietto al quale tocca risolvere da solo i problemi che gli altri 10 in campo non riescono a risolvere in gruppo. L’altro giocatore al quale riservo i miei complimenti è Stefano Mauri, il trequartista biancoceleste, la giornata scorsa ha segnato un gol in sforbiciata stile figurine Panini e ieri sera ha messo in seria difficoltà la Juventus strappando un momentaneo pareggio. Mentre vi scrivo mi arriva una sua “presunta” dichiarazione che forse spiega più di mille parole questo bel momento “Da quando mi hanno detto che alla Snai puoi puntare anche sul marcatore delle partite sono rinato”. Valle a capire ‘ste frasi criptiche.

Lotta per la Champions League
La considerazione finale va all’eterna lotta per il terzo posto, una lotta tra squadre complessate ed incostanti. La Lazio è una squadra mediocre ed ha dieci sconfitte stagionali, così come l’Udinese (9), la Roma (12), il Napoli(8) e l’Inter (12). In Champions League quindi ci andrà chi sbaglierà  meno in queste ultime sei giornate di campionato, che tradotto sarebbe “vinca il meno peggio”, un po’ quello che gli italiani devono fare da tempo immemore quando decidono chi mandare al governo. A fine campionato arriveranno condanne per il calcioscommesse che potrebbero cambiare lo scenario. Quando si dice “il calcio è lo specchio del Paese”.

Buon calcio a tutti.

Matteo Pontes

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