Aspettava che il dirigente degli ufficiali giudiziari uscisse per introdursi nel suo ufficio e rubare i soldi dei pignoramenti conservati in un cassetto. Ad incastrare Sandro Pella, ufficiale giudiziario di 46 anni in servizio al tribunale di Parma, è stata una videocamera nascosta fatta installare dal procuratore Gerardo Laguardia nell’ufficio del dirigente.

L’uomo è stato arrestato ieri mattina con l’accusa di furto aggravato. Secondo gli inquirenti, avrebbe rubato 3.500 euro da un fondo di garanzia versato dagli avvocati delle persone a cui erano stati pignorati beni che il dirigente dell’ufficio conservava in un cassetto chiuso a chiave. Ieri la videocamera ha immortalato il dipendente del tribunale mentre sottraeva 2.200 euro dal cassetto, che questa volta era stato lasciato con la chiave sopra. Ma a controllare i movimenti dell’uomo dietro l’occhio della telecamera, qualche piano sopra a quello degli uffici, c’erano gli agenti della polizia giudiziaria, che hanno colto in flagranza di reato il 46enne.

L’uomo è stato arrestato proprio pochi minuti dopo aver fatto sparire i soldi, mentre stava tornando al lavoro come se niente fosse. In tasca aveva una mazzetta di 44 banconote da 50 euro, pari alla somma sottratta, e nel suo ufficio sono stati trovati 1.300 euro, probabilmente rubati. L’ufficiale giudiziario potrebbe essere il responsabile anche di due altri furti analoghi, che gli avrebbero fruttato circa 8mila euro.

I sospetti erano arrivati dopo che erano state fatte due segnalazioni di ammanchi e le indagini erano cominciate lo scorso mese. A fine febbraio il responsabile degli ufficiali giudiziari aveva notato che erano sparite 4mila euro dal fondo delle persone sottoposte a pignoramento, depositato in un cassetto della sua scrivania che di solito non era chiuso a chiave. Il dirigente aveva segnalato l’accaduto, ma poco tempo dopo, l’8 marzo, erano sparite altre 1.800 euro. A questo punto i sospetti erano finiti su Pella.

Per fare chiarezza sul caso sono state installate delle telecamere nascoste, che nei giorni scorsi hanno ripreso più volte l’uomo introdursi nell’ufficio del proprio superiore durante la sua assenza. Una volta dentro, il 46enne si dirigeva alla scrivania del dirigente, cercando di aprire il cassetto in cui erano conservate le banconote. Essendo chiuso a chiave, non era mai riuscito a portare a termine il “colpo” e aveva desistito. Fino a quando ieri, ha trovato la chiave proprio sulla toppa e ha allungato la mano sui soldi.

L’uomo ora si trova agli arresti domiciliari e verrà processato domani per direttissima.

s.b.