Le riforme costituzionali non possono aspettare e vanno realizzate entro la legislatura. Inclusa la legge elettorale. Il presidente del Senato Renato Schifani si è soffermato su questo punto durante il suo intervento al convegno sulla Città metropolitana a Milano, convinto che la classe politica debba “sapere accettare la sfida del cambiamento e avere la forza e la capacità di approvare quelle riforme che riducano la propria rappresentanza parlamentare e che rendano più snelle le procedure dell’approvazione delle leggi”.

Riformare, ha aggiunto, “vuol dire modernizzare in tempi rigorosi che cercheremo di rispettare e con scelte coraggiose da portare avanti oltre ogni ostacolo. Per dimostrare al Paese che la classe politica è capace di porsi in sintonia con le idee di rinnovamento istituzionale radicate nei cittadini e nel loro pensiero. Come sta facendo con l’approvazione della legge sul pareggio di bilancio già in seconda lettura al Senato”. Perché “la politica non deve arroccarsi dentro il palazzo, va abbandonata ogni difesa di norme anacronistiche ed impopolari”.

E anche il Porcellum non può sfuggire al bisogno di rinnovamento. La modifica della legge elettorale, secondo Schifani, va fatta “per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti”, ed è indispensabile, ha precisato, “il consenso più ampio di tutti i partiti, proprio per allontanare quel vento di antipolitica che vede nell’attuale legge una delle principali cause”.