Dopo aver chiesto con insistenza ai partner europei di riportare in ordine i loro conti, adesso la Germania accelera sulla strada del consolidamento del proprio bilancio. Berlino vuole rispettare la cosiddetta “regola d’oro”, cioè il limite al deficit fissato nella Costituzione federale, con due anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia fissata finora e punta a riportare quasi del tutto in pareggio il suo bilancio nel 2016. È quanto prevede la bozza della finanziaria 2013 e le prospettive di bilancio fino al 2016 approvate ieri dal consiglio dei ministri tedesco, che ha dato anche il via libera al bilancio suppletivo per il 2012, resosi necessario in quanto la Germania ha deciso di versare già quest’anno una prima trance da 8,7 miliardi nel capitale del fondo europeo ESM.

Il governo tedesco porta avanti un “consolidamento di bilancio favorevole alla crescita”, ha commentato il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble. Parallelamente al taglio del nuovo indebitamento l’esecutivo aumenta infatti le risorse destinate ad esempio alla ricerca: il bilancio del ministero federale della Ricerca e dello sviluppo salirà quest’anno a quasi 13 miliardi di euro, cioè 800 milioni in più del previsto.

Il disavanzo dovrebbe toccare quest’anno 34,8 miliardi di euro, per poi iniziare a scendere dal prossimo anno: 19,6 miliardi nel 2013, 14,6 nel 2014, 10,3 nel 2015 e “appena” 1,1 miliardi nel 2016, anno in cui di fatto entrate e uscite saranno quasi in perfetto equilibrio. L’ultima volta che la Germania ha registrato un pareggio di bilancio è stata nel 1969.

La Repubblica federale rispetterà inoltre non nel 2016, come iscritto nella sua Costituzione, bensì già nel 2014 la regola che le impone di riportare il disavanzo strutturale sotto lo 0,35% del Pil: tale valore scenderà dall’1% di quest’anno allo 0,54% del 2013, fino allo 0,26% del 2014. Possiamo essere all’altezza del “ruolo esemplare” che abbiamo in Europa in fatto di solidità delle finanze pubbliche solo se manteniamo la rotta economico-fiscale, cioè se portiamo avanti in modo ancora più deciso l’abbattimento del deficit, si legge in un documento distribuito dal ministero delle Finanze. In realtà, a scorrere i dati presentati dagli esperti di Schäuble, si scopre che Berlino non consolida i suoi conti attraverso un taglio della spesa pubblica. Tranne che nel 2013, nei prossimi anni le uscite aumenteranno costantemente: +0,9% nel 2014, +1,5% nel 2015, +0,4% nel 2016. Per spiegare perché la forbice tra entrate e uscite sia destinata a chiudersi nei prossimi anni e perché Berlino sia tanto fiduciosa di centrare nel 2016 un quasi-pareggio di bilancio bisogna esaminare l’andamento delle entrate, che saliranno dai quasi 288 miliardi del 2012 agli oltre 308 miliardi del 2013.

Il governo della cancelliera Angela Merkel approfitta insomma dell’esplosione delle entrate fiscali provocata dall’incessante crescita dell’economia tedesca, nonché dei risparmi garantiti tanto dai mini-tassi di interesse pagati oggi dalla Germania sui suoi titoli, quanto dalle minori spese per i sussidi di disoccupazione, diretta conseguenza dell’andamento del mercato del lavoro tedesco. Non a caso Schäuble è finito sotto accusa all’interno della stessa coalizione: il suo piano di consolidamento non è abbastanza ambizioso, dovrebbe riportare in pareggio il bilancio già nel 2014 e non aspettare fino al 2016, hanno lamentato diversi esponenti del partito liberale – junior partner di Merkel al governo – e della stessa Cdu.