Progettava attentati contro obiettivi ebraici, tra questi la sinagoga di Milano. Per questo oggi è finito in carcere J. M., 20 anni, ritenuto coinvolto in attività di addestramento all’uso di armi e di esplosivi per finalità di terrorismo. Poche ore dopo, a Londra, Scotland Yard ha arrestato una donna che sarebbe collegata a questi progetti terroristici. La quarantenne è stata fermata all’alba nella sua casa nel sud della capitale britannica.

L’operazione, coordinata dalla Procura Distrettuale di Cagliari, è stata condotta dal Servizio Centrale Antiterrorismo e dalle Digos delle Questure di Cagliari e Brescia e ha permesso di far luce sul giovane, che vive in provincia di Brescia dall’età di 6 anni, attraverso l’attività di monitoraggio dei numerosi siti web che ospitano discussioni e diffondono documenti su tematiche jihadiste.

Il giovane marocchino arrestato questa mattina si era distinto per l’attenzione compulsiva che mostrava verso gli aspetti operativi del jihad. Le indagini, rese difficili dagli accorgimenti tecnici che il ragazzo adottava, hanno documentato, tra le altre cose, come J. M. avesse creato dei gruppi Facebook “segreti” in cui gli iscritti potevano condividere istruzioni sull’assemblaggio di ordigni esplosivi artigianali (ricavabili da composti chimici reperibili in commercio) e sull’uso di armi. Tra le regole imposte dal giovane jihadista marocchino per l’adesione a uno di questi gruppi Facebook vi era quella che imponeva: “Nessun video su canti religiosi, solo armi ed esplosivi”.

L’arresto si è reso necessario anche perché, di recente, sono stati acquisiti “preoccupanti elementi su una progettualità terroristica” (una missione jihad, come lo stesso indagato ha confidato in un messaggio intercettato) che aveva in animo di realizzare contro ‘obiettivi sensibili’. Tra questi, spicca per importanza un reperto sequestrato dagli investigatori della Digos di Brescia relativo ad un dettagliato “sopralluogo virtuale” della sinagoga di Via della Guastalla a Milano. Nel documento, salvato sul proprio computer, il giovane marocchino si sofferma in particolare sulle misure di sicurezza adottate a salvaguardia del tempio ebraico di Milano (personale di polizia, manufatti interdittivi, possibili vie di accesso). Le indagini continuano anche in ambito internazionale in stretto raccordo con le autorità di Polizia statunitensi e britanniche che stanno conducendo indagini parallele. Per quanto accertato finora, infatti, gli internauti in contatto con l’arrestato sono perlopiù presenti all’estero. In questo quadro, contestualmente all’arresto operato oggi a Brescia, la Metropolitan Police di Londra ha posto in stato di fermo una donna risultata in contatto con il giovane marocchino.