Io al centro commerciale a Natale non ci voglio andare mai più. Almeno per le prossime sette reincarnazioni. Manco se mi reincarno in uno scontrino. Non so a voi, ma a me a Natale viene la depressione e metto il Prozac nelle lenticchie; sono gustose e siamo tutti più sereni. Il picco della malinconia però mi prende proprio al “Mall”, che sarebbe lo scioppingsenter. E’ un elegantissimo agglomerato di negozi, costruito in stile assiro-babilonese. Ha fregi, capitelli, volte, archi, draghi sputafuoco e grosse fontane dorate sormontate da putti piscioni.

Questa sfarzosa architettura fa da cornice a negozi tipo “Maskia”, per la donna sexy ma aggressive, “Gionny fescion”, per il coatto del terzo millennio, e “Bimbiglam”, per mini tronisti e battone in erba. Domenica al Mall c’è stata una mega rissa per aggiudicarsi il “Plasmone”, un televisore al plasma da settecento pollici con telecomando in mogano. “Stereomond” ne aveva messi a disposizione venti pezzi. Fuori in attesa c’erano almeno ottomila ceffi provenienti da tutta la regione. Mio marito Plinio, nel suo piccolo, è riuscito ad aggiudicarsi un tagliaunghie a cristalli liquidi e un’autoradio “MinkyaCar”, che dice che è una marca buona. Il “Plasmone” chiaramente se lo sono conteso i più forti, assecondando le ineffabili leggi della natura matrigna. A un certo punto, in questa oasi di innaturale sperpero e sublime ingordigia, è arrivato l’annuncio della “signorina convenienza” che, con accento impercettibilmente slavofono ha speakerato: “Atenzione seniore i seniori, a supermercato “Bum” c’è oferta di giorno. Ogni sei etto di presciuto coto, prende omagio di gilè di pail con scaldarecchie di freddo” Questo tipo di rivelazione fa generalmente saltare tutti gli schemi.

Si narra di novantenni in tenuta da sprinter che prendono in ostaggio cassiere e di pizzicaroli che spacciano lonza e olive ascolane al mercato nero. Non so se tutto ciò sia dovuto a ingordigia o a necessità. La verità è che io adorerei lo shopping, ma siccome ho la carta di credito emessa da uno strozzino di Fiumicino che se non paghi ti frattura i mignoli (le banche costano troppo), mi devo necessariamente calmare. Ecco, l’ho detto. E sì, sono malinconica. C’è la crisi e sembra che un italiano su due si indebiterà per il cenone e per i regali. Noi a casa siamo in quattro, nel palazzo una trentina di famiglie. E vi confesso che i mignoli scarseggiano già da un po’.

di Sora Cesira

da Il Fatto Quotidiano del 4 dicembre 2011