Raggiunto l’accordo tra governo, sindacati (Fiom compresa) e Fiat sulla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. I 640 i dipendenti andranno in mobilità verso la pensione. Fonti sindacali spiegano che l’accordo chiuso al ministero dello Sviluppo economico guidato da Corrado Passera, dopo quasi due anni di trattativa, prevede un incentivo complessivo alla mobilità medio di 22.850 euro (per chi starà in mobilità per il periodo massimo previsto, quattro anni) più l’indennità per il mancato preavviso e il premio fedeltà. Alla cifra si arriva calcolando un incentivo medio di circa 460 euro per 48 mensilità. Per Fiat, il costo totale dell’operazione sarà di circa 21,5 milioni di euro. In pratica i 640 lavoratori che non saranno reimpiegati avranno sei anni (due di cassa integrazione e quattro di mobilità) per raggiungere i requisiti pensionistici.

“Abbiamo raggiunto l’intesa con Fiat e con le parti sociali per la dimensione economica degli incentivi che l’azienda erogherà ai lavoratori nel periodo in cui verranno messi in mobilità”, spiega Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, al termine della trattativa iniziata questa mattina al ministero dello Sviluppo economico sul futuro della fabbrica automobilistica siciliana. I lavoratori “riceveranno un incentivo per raggiungere l’età pensionabile”, precisa Arcuri. “L’intesa è stata raggiunta grazie all’intervento del ministro Passera”.

L’intesa, sempre secondo Arcuri, diventerà parte di un accordo complessivo “che sottoscriveremo nelle prossime ore o al massimo nei prossimi giorni e consentirà la soluzione definitiva del problema della riqualificazione del sito di Termini Imerese almeno per quanto concerne il ruolo della Fiat”. Tutte e cinque le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’intesa. “Immaginiamo che l’incentivo riguarderà circa 640 lavoratori, mentre gli altri attuali dipendenti della Fiat verranno assunti da Dr Motor”, l’azienda molisana della famiglia Di Risio intenzionata a rilevare l’attività automotive dell’impianto.

L’intesa raggiunta sugli incentivi da erogare ai lavoratori in possesso dei requisiti per il pensionamento, si legge in un comunicato del ministero delle Attività produttive, “consentirà la conclusione del negoziato con Dr Motor e, successivamente, la stipula dell’accordo tra Fiat, ministero del Lavoro e ministero dello Sviluppo economico per l’accesso alla cassa integrazione straordinaria”.

Critica la Fiom, il sindacato metalmeccanico della Cgil, che esprime “amarezza” nonostante la firma messa in calce al documento insieme alle altre organizzazioni sindacali: “Fiat ha approfittato della situazione per ridurre le tabelle per la mobilità dei lavoratori e nemmeno il governo è riuscito a fargli fare un passo indietro”, afferma Enzo Masini, responsabile settore auto della Fiom. L’azienda “ha voluto fare un dispetto ai lavoratori siciliani. Certo ci aspettavamo di più, ma prendiamo atto che nemmeno il governo è riuscito a far retrocedere la Fiat, ma riconosciamo che senza la mediazione del ministro Passera non avremmo raggiunto questo risultato. Ora dobbiamo pensare al futuro dei lavoratori che resteranno”.

”Finalmente abbiamo raggiunto un importante punto di intesa sulla mobilità, che sarà pari al 70% di quanto era stato richiesto, ovvero di quello che tradizionalmente Fiat ha dato ai lavoratori”, commenta invece il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali. Che in mattinata aveva parlato di una trattativa su incentivi tra i 25-30 mila euro “per ogni persona che finirà in mobilità”.

Soddisfatta anche la Cgil: “Un’intesa apprezzabile e positiva perché risolve il problema degli incentivi accompagnando alla pensione oltre 600 persone”, afferma il segretario confederale Vincenzo Scudiere. “E’ stato positivo il lavoro svolto dal ministro Passera e dallo stesso ministero per costruire una soluzione basata sul rispetto degli interessi in campo”. In previsione del prossimo incontro con Massimo Di Risio di Dr Motor, Scudiere osserva: “Ora c’è bisogno che l’acquirente confermi tutte le disponibilità annunciate per avviare la produzione e rilanciare lo stabilimento di Termini Imerese”. Il prossimo incontro sulla vertenza si terrà giovedì 1 dicembre (e non il 31 novembre, come annunciato in precedenza) al ministero dello Sviluppo economico per la firma finale dell’accordo complessivo sul passaggio dello stabilimento da Fiat a Dr Motor.

Alle 12 era terminato il primo incontro tra sindacati e i vertici del ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro sull’entità degli incentivi per la mobilità da corrispondere ai lavoratori. Secondo quanto trapela, il ministero e Invitalia – anche attraverso riunioni ‘ristrette’ – avevano presentato ai sindacati la disponibilità della Fiat di salire dalla cifra iniziale di 15 milioni di euro per chiudere la trattativa. I sindacati, che inizialmente chiedevano circa 27 milioni di euro, hanno accettato la mediazione del ministero e di abbassare la cifra degli incentivi rispetto alle tabelle storiche di Fiat.

Alla notizia dell’accordo, è stato interrotto il presidio permanente dei metalmeccanici dello stabilimento Fiat di Termini. I picchetti erano stati organizzati in tutti gli ingressi per impedire l’uscita di un migliaio di Lancia Ypsilon, tenute ‘in ostaggio’ fino alla firma. Le segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm hanno diffuso un comunicato congiunto: “Grazie alla mediazione del ministro abbiamo raggiunto un’intesa che ci porta a un incentivo dignitoso che mette al riparo chi esce per andare in pensione e chi, non avendo questa possibilità, può pensare a un nuovo lavoro”.

Il piano industriale presentato da Massimo Di Risio per la Dr Motor prevede la produzione di quattro modelli di auto, con l’inizio dell’attività dal 2013 per andare a regime con 60 mila vetture annue nel 2017. Le assunzioni comincerebbero, invece, dal 2012 e il pacchetto iniziale è di 241 posti per arrivare nel 2016 a 1.312. L’accordo di oggi dovrebbe agevolare il progetto visto che il bacino dei “vecchi dipendenti” Fiat da riassorbire si è ridotto a circa 920 unità, rispetto alle 1.566 iniziali.