Ora è in carcere, dietro le sbarre di via Burla, con l’accusa di concussione e un’ordinanza di sequestro patrimoniale che le pende sulla testa. Cinque anni fa, invece, Stefania Benecchi vinceva per il secondo anno consecutivo il premio come miglior dirigente comunale. Era il 2006 quando l’allora direttore dell’area risorse del Comune di Parma, veniva valutata da una giuria di esperti come miglior dirigente comunale per l’attività svolta nel 2005. Un premio che si ripeteva, visto che l’aveva vinto anche nel 2005, arrivando sempre prima. In cosa consisteva il premio? Nel 2006 erano 12.394 euro puliti puliti da portare a casa. Nel 2005 16.526, visto che la Benecchi aveva ricevuto un punteggio ancora più alto.

Quegli anni erano molto floridi per il Comune di Parma, che si poteva permettere addirittura di pagare in denaro i migliori dirigenti. La valutazione avveniva a settembre, portata a termine da una commissione speciale: Carlo Frateschi, direttore generale, Stelio Manuele, segretario comunale e l’esterno Luigi Bertolini. I tre esaminatori prendevano in esame l’attività svolta l’anno precedente e assegnavano un punteggio da 0 a 1000, che si traduceva in denaro: dai 900 ai 1000 punti 16.5256 euro, dagli 800 ai 900 si parlava di 12.394 euro, dai 650 ai 799 punti erano 8.263 euro e dai 500 ai 649 punti 4131 euro. E per due anni consecutivi Stefania Benecchi è arrivata prima.

Che sia proprio per questo suo eccessivo merito e zelo che appena nata Stt Spa, holding comunale che gestisce i cantieri in città, la dirigente sia stata spostata a dirigere l’ufficio tesoreria? Di certo i premi vinti come “miglior dirigente” non le sono bastati, a giudicare dalle accuse nei suoi confronti, che la vedono al centro di un giro di mazzette per pilotare gli appalti che le sarebbero fruttati decine di migliaia di euro e un appartamento in Val di Fassa.

Ma nella classifica stilata nel 2006 dei migliori dirigenti comunali quello della Benecchi non è l’unico nome a brillare per onestà: al 34 posto, con 657 punti, compare un altro nome noto alla Guardia di Finanza di Parma e alla Procura della Repubblica: si tratta di Emanuele Moruzzi, arrestato per l’inchiesta Green money con l’accusa di corruzione e concussione. Per lui, però, il premio per i risultati raggiunti assegnatogli dal Comune era più basso: “solo” 8.263 euro.