Vedi un po’ le coincidenze. Perché, allo stato attuale dei fatti, di coincidenze si deve parlare. Accade però che nel 2009 Sandro Bondi, ministro dei beni culturali, viene delegato dal governo a rappresentarlo a Bologna, sul palco allestito in piazza delle Medaglie d’Oro per il ventinovesimo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980. E il rappresentante dell’esecutivo viene sommerso dai fischi della folla al punto che fa fatica a partire, è costretto a interrompersi più volte e finisce a stento il suo discorso.

Dopo i fischi a Bondi, tagliato il finanziamento del Fus al concorso musicale. Dopodiché, terminate le celebrazioni ufficiali, riprende la strada di Roma e da qui giunge, nelle settimane immediatamente successive, una notizia: salta il finanziamento del Fus (il fondo unico per lo spettacolo, che proprio dai beni culturali dipendente) al Concorso internazionale di composizione “2 agosto”. Nessuno, al ministero, ha legato i due eventi, ma a Bologna la correlazione – fischi a Bondi e addio al finanziamento – sembra evidente.

Lo ha raccontato Fabrizio Testa, direttore artistico della competizione musicale che, negli anni, oltre a rinnovare in ambienti artistici la memoria dell’attentato che fece 85 morti e oltre 200 feriti, ha promosso giovani compositori di tutto il mondo. E nel corso della conferenza stampa tenutasi alla sala Savonuzzi del Comune di Bologna per presentare il programma delle manifestazioni di martedì prossimo, 2 agosto 2011, Testa ha aggiunto: “L’importo del finanziamento era poca cosa e dunque non ci ha danneggiato più di tanto. Sta di fatto che questo è un caso unico nella storia del Fus. Noi però andiamo avanti e l’alto patrocinio del presidente della Repubblica rimane saldo”.

In autunno un nuovo memoriale dell’associazione vittime. Dall’incontro con la stampa tenutosi questa mattina a Palazzo d’Accursio emerge anche una seconda notizia. Il prossimo autunno, tra settembre e ottobre, l’associazione dei familiari delle vittime presenterà alla procura della Repubblica di Bologna un secondo memoriale, dopo quello depositato a metà dello scorso gennaio.

Questa volta, a dirlo in coda al suo intervento, è Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione, che appare più determinato che mai: sui mandanti – rimasti ignoti e al centro anche di questo secondo documento – occorre fare chiarezza. È dunque per questo che si bisserà l’appello ai magistrati bolognesi: si apra un nuovo fascicolo in cui si acquisiscano atti giudiziari, risultanze istruttorie e sentenze di procedimenti datati anni Ottanta, Novanta e Duemila.

Al momento il contenuto del secondo memoriale dell’associazione vittime è ancora da mettere a punto. Ma si tratterebbe di un approfondimento del primo. In quello d’inizio anno, infatti, oltre ai processi di Milano per la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e di Brescia per l’eccidio di piazza della Loggia del 28 maggio 1974, si citavano tra gli altri l’indagine Phoney Money condotta dalla procura della Repubblica di Aosta, gli accertamenti eseguiti a Belluno per la morte di  don Mario Bisaglia e le inchieste sul periodo stragista del 1992 e del 1993.

Si arrivava poi fino ai giorni nostri, con i fascicoli a carico di Gennaro Mokbel, l’imprenditore romano finito nel mirino della magistratura nella vicenda dell’elezione del senatore Nicola Di Girolamo, relativi legami con la criminalità organizzata e giri di fatturazioni false. C’è poi un’intercettazione in cui l’uomo d’affari proveniente dal mondo dell’estrema destra avrebbe detto di aver intercesso per la scarcerazione degli esecutori materiali della strage alla stazione di Bologna, non più detenuti malgrado gli ergastoli. È su questo passaggio che l’associazione vittime chiede di indagare e il secondo memoriale andrebbe più nel dettaglio: dall’elenco di filoni d’indagine, nel documento annunciato per l’autunno si andrebbero a specificare meglio singoli documenti, faldoni e fascicoli da acquisire.

L’assenza del governo non smette di far discutere. Immancabile poi un commento sul secondo forfait consecutivo che il governo ha dato annunciando che, in sua vece, ci sarà martedì prossimo il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia. Per il sindaco, Virginio Merola, è “una mancanza di riguardo e di rispetto per la città. È una posizione miope, che non riesce a vedere la coesione civile di una città che in questa ricorrenza si unisce, per fare del ricordo delle vittime del 2 agosto e della richiesta di piena giustizia e verità sulla strage un elemento fondamentale del senso di appartenenza ad una comunità”. Sulla stessa linea anche l’assessore alla scuola della Regione Emilia, Patrizio Bianchi, che ha sottolineato come “la creatività dei giovani” finalizzata al ricordo sia una “vera forza eversiva”. E pure Marco Pondrelli, assessore al patrimonio della provincia di Bologna, per il quale “le domande che si pone l’associazione vittime sulle mancate verità sono le stesse che nutre tutta la città, ma anche tutta la nazione”.

Una risposta corale, dunque, all’assenza del governo, giustificata ieri da Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, con queste parole: “La gente di Bologna non gradisce la presenza del governo e il governo ne prende atto. Il 2 agosto è stato spesso accompagnato da contestazioni e proteste che io ritengo profondamente sbagliate. Tra l’altro sono stati fischiati sia esponenti di governi di centrodestra che di centrosinistra. Questa situazione mi rattrista molto, ma sono le contestazioni che hanno determinato alla fine questa scelta”.

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