Quanto è opportuno che il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, sieda al tavolo interistituzionale per tentare di risolvere il caso scoppiato attorno alla Tnt di Piacenza? Questa domanda non è poi così scontata. A Piacenza i primi dubbi sul repentino intervento del sottosegretario (con un passato da dirigente di Tnt) nel voler sedare al più presto i forti scontri tra centocinquanta facchini egiziani ed il colosso olandese della logistica, qualcuno se li è già fatti.

Questo non perché i piacentini siano diffidenti per natura, ma perché – con la biografia di Giachino e la sua rete di dubbie amicizie alla mano – l’ipotesi che si fa avanti è che il sottosegretario ai Trasporti venga a Piacenza mosso più dalle pressioni della sua “cricca” che non per chiedere la corretta applicazione del contratto nazionale del lavoro per un centinaio di anonimi turnisti extracomunitari.

La coppia Giachino-Smeriglio. Dove c’è Giachino c’è anche Smeriglio. Anzi, l’attuale sottosegretario ai Trasporti è considerato “l’uomo dentro” di quello che a tutti gli effetti, a giudicare dal ricco palmares di incarichi e nomine, può essere individuato come “l’uomo ovunque” del settore logistica: Giuseppe Smeriglio. Perché lui è proprio dappertutto, fianco a fianco al fedele “scudiero” di sempre Bartolomeo “Mino” Giachino. Entrambi originari della provincia torinese, Giachino e Smeriglio vanno a braccetto da tanti anni.

Prima nel colosso olandese delle spedizioni, di cui Smeriglio è amministratore delegato in Italia mentre “Mino” riveste il ruolo di dirigente. Poi nell’associazione industriale Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica). Quando Smeriglio ricopre l’incarico di presidente (dal 2003 al 2005), in chiusura di mandato Giachino viene nominato come espressione di Confetra consigliere del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e lavoro).

Passano solo due anni e nel 2007, ad un anno dalle elezioni politiche che incoroneranno premier Berlusconi, il sodalizio tra Smeriglio e Giachino raggiunge l’apice nell’associazione “Trasporto amico”, di cui il primo è presidente e il secondo segretario. Secondo molti la nascita dell’associazione rappresenta (insieme all’ottimo rapporto con Gianni Letta) il passepartout per l’ingresso di Giachino nel dicastero romano.

E mentre il sottosegretario passeggia tra le stanze dei bottoni, a Smeriglio toccano ora stanze ben meno blasonate: lo scorso giugno, tra gli arrestati per le tangenti Enac (tra cui anche Franco Pronzato, già consulente di Bersani) figura proprio Smeriglio che, dopo un mese passato in carcere, è indagato per falsa fatturazione per la somma di 28.000 euro ricevuta da Viscardo Paganelli, titolare della società Rotkopf Aviation.

Il legame Smeriglio-Tulli. In parallelo “l’uomo ovunque” dei trasporti non perde tempo e nello stesso anno- è il 2007- abbraccia intensamente Pierino Tulli, imprenditore romano attivo dagli anni ’80 nella distribuzione di quotidiani che negli ultimi anni ha accumulato interessi più o meno riusciti in vari settori: dall’edilizia, alle pulizie e traslochi, fino al recupero crediti (Ifitel).

La sua impresa più nota è Cisco Italia, che tra i vari servizi macina sempre più crediti grazie al ramo trasporti. Ma soprattutto Tulli è un esperto di società consortili strutturate a scatole: tante sigle, vari proprietari e spesso un’unica sede operativa e un unico titolare “di fatto”. Tra questi c’è anche il consorzio Gesconet (o l’attuale Gruppo Gesco come apparso in questi giorni alla Tnt piacentina), che al di là di commercialisti, avvocati e prestanome vari risponde sempre alla proprietà del patron di Cisco. Piero “Pierino” Tulli si appassiona al crescente business della logistica e con il Gruppo Cisco diventa il principale azionista del Consorzio Interporto di Fiumicino (Cirf).

Sarà proprio il Cirf ad aggiudicarsi la realizzazione dell’ambizioso Interporto romano, (la costruenda piattaforma logistica che sta sorgendo tra l’aeroporto di Fiumicino e l’autostrada Roma-Civitavecchia) il cui presidente dal 2007 è, guarda caso, ancora una volta Giuseppe Smeriglio. Non solo, la grande fiducia nel manager torinese, porta Tulli ad affidare a Smeriglio anche il “gioiellino” di famiglia che era stato consegnato nelle mani del figlio Alessandro: la squadra di calcio Cisco Roma, ex Lodigiani, terzo club della capitale di cui Smeriglio ha abbandonato la presidenza poco dopo per i troppi debiti che l’hanno portata al recente fallimento col nome di Atletico Roma.

Giachino, l’uomo della trattativa. Insomma, in sintesi: Giachino è amico di Smeriglio, il quale è più che amico di Tulli. Da qui si spiega la telefonata “romana” nella tarda serata di venerdì 14, quando i cancelli dell’hub Tnt piacentino sono stati occupati dai lavoratori in sciopero del Gruppo Gesco. “In tanti anni di mobilitazioni in tutta Italia”, aveva rilevato la sera stessa Aldo Milani di Si.Cobas, “è la prima volta che vedo un sottosegretario scomodarsi in poche ore. Non ci era mai successo prima”. Giachino arriva a Piacenza venerdì 22 luglio per discutere della soluzione ad un tavolo che, stando a questa rete di relazioni, si preannuncia più che altro un piano inclinato in difesa degli interessi di colleghi, vecchi amici e amici degli amici.

Massimo Paradiso e Corrado Bongiorni