Era stato convocato almeno due volte nell’ultimo anno. Per il caso Ruby, quando era stato invitato a parlare della sua sicurezza. E per discutere la denuncia del finiano Briguglio di dossier segreti prodotti da possibili servizi deviati. Ma ad oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non è mai comparso davanti al Copasir. Ora è il comitato, per voce del suo presidente Massimo D’Alema, a chiedere che Berlusconi riferisca “almeno una volta l’anno sulle questioni di sua competenza”. A dirlo lo stesso D’Alema parlando del contenuto della Relazione annuale approvata oggi all’unanimità.

La richiesta corrisponde a quanto scritto nel testo: “E’ in questo quadro – si legge – che va considerata la richiesta più volte reiterata dal Comitato di procedere all’audizione del presidente del Consiglio ai sensi dell’art. 31, comma 1, della legge n. 124”. “La mancata risposta alle richieste formulate dal Comitato ha dato luogo a polemiche anche all’interno dello stesso organismo”, spiega la relazione del Copasir, secondo cui “riportare la questione al suo valore sostanziale, delimitando con maggiore precisione i confini di questo momento di confronto parlamentare, può forse consentire di superare una situazione di difficoltà che ha indubbiamente determinato momenti di disagio nel rapporto di collaborazione tra Parlamento e governo in un settore così delicato”.

Di qui la proposta del Comitato presieduto da Massimo D’Alema: “Si potrebbe quindi prevedere che, sulla base di una determinata interpretazione della legge n. 124, che certamente concentra più che in passato tutte le responsabilità dell’intelligence nella figura del presidente del Consiglio, in occasione dell’approvazione da parte del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, ndr) del documento ‘sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezzà, il presidente ne illustri i contenuti al Comitato parlamentare”.

Sulla materia del segreto di stato, ha proseguito l’ex presidente del Consiglio, “in diversi casi ci siamo divisi” all’interno del Comitato. “In particolare quando il Governo ha deciso di opporre il segreto di Stato a Perugia e a Milano per la Telecom e per via Nazionale io ho ritenuto che non fosse giusto. E questa è una delle questioni di cui si dovrebbe poter discutere ogni tanto col presidente del Consiglio. Abbiamo chiesto che almeno una volta l’anno venga al Copasir a riferire e a discutere delle questioni di sua esclusiva competenza”.

Nella relazione annuale, del resto, si legge che l’impostazione della legge n. 124, sulla durata temporale del segreto di Stato e sull’accesso ai documenti desecretati, “non deve essere alterata”. Ma “una volta venuto meno il segreto di Stato, ciò che ne era oggetto, oltre ad essere immediatamente accessibile all’autorità giudiziaria, dovrebbe esserlo anche per tutti gli altri soggetti, secondo le regole generali per l’accesso fissate dalla legge n. 241 del 1990”.  Nel testo, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, sottolinea anche che c’è una “esigenza, fortemente avvertita, di contribuire per quanto possibile alla ricostruzione di vicende ancora non chiarite”. In questo percorso, relativamente all’elenco dei segreti di Stato, “il Comitato ha auspicato la pubblicazione dell’elenco delle opposizioni e apposizioni di segreto di Stato tuttora in essere”.

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