Evacuare l’edificio. Escono alla spicciolata i 1200 dipendenti delle tre torri del nuovo comune di Bologna in piazza Liber Paradisus. Dalle 14.30 di mercoledì 13 luglio fino a lunedì 18 luglio compresi l’ipermoderno complesso in vetro rimarrà vuoto un po’ come in quei desolanti film dell’orrore dopo una terrificante epidemia.

“Fin dal primo giorno si sono verificati casi di congiuntivite, bronchite e mal di testa”, racconta una dipendente dell’ufficio mobilità incinta di qualche mese, appena fatta evacuare, “l’aria ristagna sempre d’estate come d’inverno e l’effetto è sempre quello di sonnolenza”.

“Siamo preoccupati da anni, ma non è mai stato fatto nulla. Il problema è stato minimizzato molto”, racconta una signora dell’ufficio personale, “faranno la bonifica e tutta la manutenzione che deve essere fatta, ma come non mi sentivo sicura prima, non mi sento sicura ora. Spero che qualche testa di dirigente comunale caschi, almeno questa volta”.

Rincara la dose una dipendente dell’ufficio bilancio: “Siamo molto delusi del trattamento ricevuto. Hanno giocato molto sulla nostra pelle, perfino oggi, tanto che non siamo stati avvisati di questa lunga pausa di cinque giorni che alle 11, quando il limite per uscire dall’ufficio è quello delle 14e30. Saranno come minimo tre o quattro giorni che sanno della chiusura e né a noi, né ai sindacati, è stato detto nulla. Non siamo mica deficienti. Fosse per me tornerei subito nel mio vecchio ufficio del centro”.

Più che panico, nella piazzetta al centro tra torre A, B e C, c’è preoccupazione. Piccoli capannelli di dipendenti rimangono a chiacchierare e a confrontarsi. Perché oltre agli uffici del comune di Bologna, nei piani bassi delle tre torri risiedono diverse attività commerciali.

La più avviata è il bar Krisstal, trenta dipendenti, self service, forno per pane e pasticceria, volume d’affari invidiabile proveniente principalmente dai dipendenti comunali: “purtroppo subiremo parecchi danni da questa chiusura temporanea. Ma la cosa che più ci fa arrabbiare è che siamo stati parte molto attiva della riqualificazione della zona senza ricevere una comunicazione che una riguardo questa sospensione. Come tutti i dipendenti comunali siamo usciti dalla porta e ci siamo accorti che c’era un cartello affisso alla porta della Torre A. Siamo molto sorpresi di questo atteggiamento, anche se noi ci gestiamo da soli il nostro impianto di aerazione”.

E se dalla poste, dalla Coop e dalla Banca di Bologna sbuca un perentorio no comment (“abbiamo un nostro privato impianto d’aria condizionata” si lasciano sfuggire dalle Poste, ma stentiamo a crederlo), è l’edicolante che si trova alla base della torre A a chiosare categorico: “nessuno mi ha avvisato di nulla e mi toccherà chiudere per quattro giorni. Questa’area doveva essere il fulcro del nuovo centro amministrativo della città, ma i negozi che hanno aperto nel 2008 ora non ci sono più. Siamo rimasti noi e il bar Krisstal. Questa è diventata una cattedrale nel deserto. Ci mancava solo la legionella”.