L’anno 2011, addì 13 aprile alle ore 14.50 negli Uffici del NOE CC Roma, sono presenti il sig. Chiarella Simone, nato a Roma il 22.05.1969, residente a Roma alla via Margotta 54

Avanti al pubblico ministero Henry John Woodcock, sono comparse le menzionate persone informate. E’ presente il maresciallo G. Di Venere – in forza ai CC NOE – Roma.

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Ho conosciuto il Papa sette o otto anni fa e me lo ha presentato tale Filippo Troja che definirei come un “lobbista” che conobbi tramite Lino Iannuzzi.
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Con Papa ci siamo frequentati con assiduità fino ad un anno fa; dal mio arresto non l’ho più visto né sentito
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Ho raccontato sicuramente al Papa delle mie vicissitudini giudiziarie in particolare inerenti al mio al mio contenzioso con l’avvocato Giovanni Acampora riferito al Gran Hotel Via Veneto; l’Acampora era il mio avvocato presentatomi da mio suocero Gaetano Caltagirone; io tramite Acampora, o meglio tramite una fiduciaria lussemburghese (Gestions Fiduciaries) riconducibile ad Acampora (con sede in Boulevard Royal n. 17 a Lussemburgo) dove lavorava il figlio di Acampora); tale società fiduciaria deteneva fiduciariamente azioni al portatore della mia Holding Immobiliare Santamaura proprietaria, per il tramite di altre
società controllate, del menzionato Hotel in via Veneto. Ricordo di aver visto nella cassaforte dell’ufficio lussemburghese dell’Acampora anche azioni al portatore di una società di Carlo Sama (WINDMILL) e di Caltagirone Bellavista fratello di mio suocero (ACQUAMARCIA). Ovviamente tale mio affidamento fu motivato da motivi fiscali. L’Acampora a un certo punto si è impossessato delle predette azioni al portatore che erano mie e ha cominciato a comportarsi come il proprietario dell’Albergo in via Veneto che ha restrutturato e che aveva intenzione di dare in gestione a Stefano Ottaviani con il quale ho parlato anch’io più volte; Acampora ad Ottaviani aveva dato mandato per una consulenza in materia alberghiera. Sempre Acampora è quello che ha ceduto villa Miani a Ottaviani.
In conclusione, a proposito dell’albergo in via Veneto, ricapitolando: io rilevai dalla Banca Popolare di Novara (fallimento Della Valle Renato) – con una nuova società lussemburghese costituita apposta su mio mandato da Acampora (fallimento Renato Della Valle) – la srl proprietaria del GrandHotel; è la predettasocietà al portatore che mi è stata sottratta da Acampora.
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Ho presentato io Alfonso Papa a Casale; non so se Papa abbia svolto qualche ruolo negli affari e nelle trattative tra Casale e mia moglie. Sono stato in ufficio con Casale un paio di anni e ho visto numerose volte nei suoi uffici Cirino Pomicino.

Al Chiarella viene letto un brano delle dichiarazioni rese da Casale Vittorio.

Voglio precisare, ad integrazione di quello che ho già dichiarato la volta scorsa e
per essere pienamente esaustivo, che il Papa veniva in continuazione, fino a settembre 2010, nel mio ufficio, proponendosi per dare consigli e per fare interventi per fare interventi di vario genere; al riguardo, ho già detto la volta scorsa che il Papa mi ha insistentemente proposto di costituire io con i miei danari una società che potesse occuparsi della manutenzione di immobili pubblici soprattutto nel settore sanitario, dicendomi che lui poteva vantare agganci nel settore potendomi far subentrare negli
appalti che prima gestiva Romeo; al riguardo devo dire che tale proposta mi fu fatta
in un primo tempo dal Papa unitamente a tale Simone Chiarella, imprenditore ex marito di Giuseppina Caltagirone, recentemente arrestato e legatissimo al Papa. Al riguardo il Papa, nel 2007/inizio 2008 (quando era ancora magistrato in servizio al Ministero) mi portò lui il Chiarella che il Papa mi presentò affinché io costituissi una società con Tom Barrak e ciò dal momento che il Chiarella lavorava per Barrak
(come amministratore unico di Colony venture Italia); dunque il Papa mi portò il Chiarella a tal fine, e poi io stesso ho incontrato Barrakanche in Sardegna e con Barrak ho costituito una società immobiliare paritetica il cui presidente è stato Andrea Monorchio; ora abbiamo sciolto la società…Successivamente – come ho già detto l’altra volta – il Papa, ritengo quando era già parlamentare, ha mediato un rapporto complicato tra me e la Giuseppina Caltagirone; al riguardo voglio essere preciso: la Caltagirone aveva già cacciato di casa il marito Chiarella Simone dal momento che la Caltagirone sosteneva che il marito le avesse rubato otto milioni di uero dalle società che avevano insieme; il Papa – molto amico della Caltagirone e del Chiarella – ha evidentemente insinuato nella Caltagirone l’idea che io fossi
d’accordo con il suo ex marito Chiarella e dunque ad un certo punto la Caltagirone mi contestava di essere socio occulto del Chiarella; fu allora che il Papa – credo che fosse già il 2009 – mi si presentò e facendomi molto pesare la cosa mi disse che lui avrebbe potuto mediare, intercedere in ordine a tale rapporto e che sarebbe potuto intervenire sulla Caltagirone per farci mettere d’accordo; il Papa mi fece molto pesare tale suo intervento e tale sua attività di intercessione che durò oltre sei mesi, e per tale attività il suddetto Papa pretendeva – a conclusione dell’affare – 500 mila euro di provvigione, cifra che io assolutamente non gli diedi; dico questo perché a un certo punto, per levarmi da torno il Papa che avanzava continue e pressanti richieste, ho deciso di pagargli il canone di affitto della suddetta casa. Nello specifico, la Caltagirone aveva una società con il marito, la IMMO C srl, fallita; tale società aveva acquistato da me un albergo a Cortina non saldandomi interamente il prezzo, risultando dunque mia debitrice per 5 milioni di euro; nel frattempo il Chiarella aveva “svuotato” la società (spostando gli attivi in un’altra società) che
era fallita; il Chiarella, in buona sostanza, aveva svuotato la società degli attivi all’insaputa della moglie che era allo stesso tempo da una parte socia di maggioranza della medesima società (ignara dei brogli fatti dall’ex marito) e dall’altra era lei stessa, come persona fisica, creditrice della stessa società che aveva lei provveduto a finanziare personalmente; tanto premesso la Giuseppina Caltagirone riteneva che io fossi d’accordo con il suo ex marito mentre io, al contrario, avevo bisogno di fare fronte comune con lei perché a mia volta truffato e
volevo fare un concordato fallimentare senza, tuttavia, voler danneggiare lei che era socia della suddetta società. Non mi meraviglierei, conoscendo il Papa, se lo stesso Papa avesse preteso soldi anche dalla Caltagirone…”

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Ignoravo ed ignoro nel modo più assoluto che il Papa avesse mediato i rapporti tra mia moglie e il Casale; sono sconcertato da quanto mi avete letto.
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Ho presentato io Alfonso Papa al Casale e non viceversa; Casale mi fu presentato dall’avvocato Andrea Migliore.
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Ho pagato ad Alfonso Papa, in numerose occasioni, alberghi da 1000 euro a notte (tipo l’hotel De Russy), viaggi tra i quali un viaggio in Argentina e ristoranti di lusso; inoltre Alfonso Papa mi offriva una qualche collaborazione nella redazione di una rivista che io pubblicavo e che si chiama il GIUSTO PROCESSO e il VELINO.