Una catena umana di quasi un migliaio di persone per dire “Sì” ai quattro referendum. E’ arrivata nell’ultimo giorno utile di campagna da Reggio Emilia, città del Tricolore, dove un serpentone lungo centinaia di metri ha attraversato tutta la via Emilia per concludere la sua marcia, segno del destino sotto la pioggia, in piazza Prampolini.

La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Acqua Bene Comune e dal Comitato Si rinnovabili No nucleare. Ordine perentorio: nessuna bandiera di partito, sindacati o associazioni. Ammesse solo le bandiere dei comitati referendari.

Così tantissimi cittadini, con in testa anche tre asini che portavano volantini, hanno sfilato lungo le vie della città attirando l’attenzione di tantissimi cittadini nell’orario di chiusura dei negozi. Nel corteo anche diversi politici e sindacalisti ma senza alcun simbolo o riconoscimento. Dal segretario della Cgil Mirto Bassoli al consigliere provinciali di Prc-Federazione della Sinistra Alberto Ferrigno a quelli comunali del Movimento 5 Stelle come Matteo Olivieri, ad una delegazione anche del Pd con la presidente della Provincia Sonia Masini, i consiglieri comunali Nando Rinaldi, Valeria Montanari e l’assessore Paolo Gandolfi.

Alla marcia invece non hanno partecipato esponenti eletti nelle maggiori istituzioni appartenenti ad Italia dei Valori.Ma i protagonisti sono stati soprattutto i cittadini qualunque.

“Oggi siamo qui per ricordare a tutti che domenica tocca a noi cittadini scegliere non ai partiti votando su acqua pubblica, nucleare, legittimo impedimento, anche chi è contrario è giusto che si esprima votando perchè nascondersi dietro all’astensione è da vili”, ha detto Tommaso Dotti, il giovanissimo coordinatore del Comitato Acqua Bene Comune di Reggio. Per ora “è battiquorum“, ma in molti guardavano già al dopo referendum.

“Ora tutti impegnati per il Sì, ma da lunedì se si raggiunge il quorum e vincerà il Sì non si faranno sconti a nessuno, non ci si potrà ingannare con la favoletta del 51% pubblico e 49% privato in società che sono Spa…” dice Dotti.

Il riferimento chiaramente è al Pd e alleati nelle diverse giunte che negli anni hanno portato in borsa le società multiservizi come l’ex Agac, prima diventa Enia Spa poi Iren Spa.  “Se vincerà il “sì” il messaggio sarà chiaro, si dovranno rendere di nuove pubbliche le società che gestiscono l’acqua con i cittadini al centro. Cittadini che contino nella scelta dei consigli d’amministrazione con il loro voto, il nostro modello non è quello delle società con lottizzazioni di partito, ma un modello dove i cittadini partecipano alla gestione del bene comune acqua e gli altri beni comuni”, commenta Dotti. Intanto il serpentone arriva in piazza Prampolini. Due tuoni ed inizia un temporale. “Non è pioggia è un benedizione, buon voto a tutti!” scherza qualcuno.