Multato il sindaco di Milano Letizia Moratti. I vigili le hanno recapitato un verbale relativo a una sanzione emessa il 13 aprile scorso per aver affisso in Corso Sempione a Milano cartelloni pubblicitari a sfondo elettorale abusivi. La notizia – pubblicata in esclusiva da Il Fatto Quotidiano – è arrivata proprio nel giorno dell’annuncio elettorale del sindaco uscente di voler procedere a una maxi-sanatoria per le multe prese dai milanesi. Vero è che l’importo della sanzione non è certo preoccupante per chi ha speso sei milioni di euro tra manifesti, gazebo e libretti: soltanto – si fa per dire – 824 euro.

“Milano è piena di questi facciotti abusivi”, devono aver pensato quelli del suo staff prima di dare l’ordine di tappezzare la città anche fuori dagli spazi consensititi per legge. E come dare loro torto dal momento che, negli ultimi giorni, il centro e la periferia di Milano sono stati tacchinati di manifesti del Pdl che prefigurano l’invasione dei rom, degli immigrati e degli islamici. Peccato che Letizia Moratti non sia un candidato qualsiasi e che essere beccati ad attaccare manifesti “sprovvisti delle necessarie autorizzazioni comunali” è davvero il colmo per un sindaco, soprattutto se lo fa per chiedere ai cittadini di restare in carica. Un cortocircuito istituzionale, insomma. Tanto che dietro la vicenda si cela anche una volontaria auto-ironia.

Il messaggio dei cartelloni censurati dalla Polizia locale recita: “Stiamo lavorando per una Milano sempre più pulita”. Così lo slogan dei manifesti incriminati, con la Moratti che sorride compiaciuta indossando la pettorina gialla dei volontari che contribuiscono alla pulizia del verde pubblico (foto). Il verbale è nominalmente a carico di Letizia Moratti, individuato chiaramente come il committente dei cartelloni. Ma i vigili hanno dovuto notificare la sanzione al responsabile dell’affissione. E l’indirizzo messo a verbale è “Casa Letizia, via Montebello 24”. Non è un luogo qualsiasi. Si tratta di uno spazio voluto fortemente dal sindaco un anno fa come “luogo di orientamento civico aperto a tutti i cittadini”. Ma laddove doveva aprire un “centro di orientamento aperto agli immigrati, ai lavoratori disoccupati, a chi ha problemi legali e fiscali” oggi c’è evidentemente qualcos’altro: l’headquarter per la propaganda elettorale della Moratti.