In ballo c’è “l’esistenza di ragionevoli e fondati indizi in ordine alla sussistenza dei reati ipotizzati”. Queste le parole che il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Forlì, Filippo Santangelo, scrive nel procedimento penale che ha dato ordine al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di acquisire tutta “la documentazione” e tutte “le informazioni” su Seaf, la società di gestione dell’aeroporto “Ridolfi” sempre in affanno tra debiti da profondo rosso e prospettive di rilancio.

Nella sua delega datata 3 marzo Santangelo inserisce tra gli “addebiti provvisori”, per ora “nei confronti di persone ignote”, le ipotesi di reato riferite agli articoli 216, 217, 218, 219, 223, 224 della legge fallimentare. Nell’ordine, i possibili reati su cui i magistrati stanno indagando da un anno a questa parte (l’inchiesta parte attorno a gennaio-febbraio 2010) sono quelli della bancarotta fraudolenta, della bancarotta semplice, del ricorso abusivo al credito e delle aggravanti-attenuanti varie. Tra gli eventuali reati commessi “dal fallito”, ci sono poi i “fatti” di bancarotta fraudolenta e di bancarotta semplice. In particolare, Santangelo dice di voler accertare fatti e responsabilità sulla base della “ricostruzione degli affari, dei movimenti finanziari, del patrimonio della società Seaf Spa e delle modalità di effettiva gestione dell’attività imprenditoriale”.

Dunque, l’aeroporto forlivese viene passato al setaccio. Le fiamme gialle si sono recate in tutte le sedi dei soci pubblici di Seaf (Comune, Provincia e Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Regione): in particolare, nel corso del blitz in municipio a Forlì il 15 marzo scorso (dalle 9.30 alle 12.20), il sindaco Roberto Balzani delega i dirigenti comunali Stefano Foschi (componente del Consiglio di amministrazione di Seaf) e Lucia Sottoriva a consegnare ai finanzieri tutti i documenti relativi a Seaf (delibere consiliari e di Giunta, bilanci).

La Finanza nel suo verbale di acquisizione rendiconta di aver ricevuto in Comune “un cd-rom contenente in formato pdf i documenti indicati in un elenco composto di tre fogli”. Foschi fa presente alla Guardia di Finanza che “data la voluminosità” della documentazione, si legge nei verbali, “saranno necessarie almeno due settimane per il reperimento e la fotocopiatura” dei faldoni. Per quanto riguarda la “ulteriore documentazione oltre a quella già consegnata”, le fiamme gialle riportano inoltre che Balzani si impegna a consegnare la mole di carta indicata “nell’ordine di esibizione notificatomi non appena reperita e fotocopiata”. Da parte dell’attuale amministrazione comunale, insomma, c’è la disponibilità a contribuire alla massima chiarezza. Del resto nei mesi scorsi Balzani, alla luce dei progressivi debiti di Seaf, si era già detto pronto ad esperire azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori di Seaf: nel mirino l’ex presidente ed ex sindaco di Forlì Franco Rusticali, silurato quest’inverno dallo stesso sindaco tra le polemiche.

I numeri di Seaf al vaglio della Procura, in ogni caso, non sono confortanti: nel 2010 si è saliti a circa 9,5 milioni di euro di passivo, mentre la perdita totale nei primi due mesi del 2011 ammonta a 1.387.263 euro; inoltre, sempre al 28 febbraio, i debiti risultavano di 16,2 milioni di euro di cui 8,5 con scadenza 12 mesi, mentre del totale debitorio 8,5 milioni di euro sono nei confronti degli istituti di credito. Per ora in Seaf si professa “serenità” e “fiducia” nell’azione della magistratura.

A poche ore dalle indiscrezioni sui verbali delle indagini di Santangelo, infatti, i soci del “Ridolfi” hanno convocato la stampa per rassicurare gli addetti ai lavori anche e soprattutto alla luce della trattativa con il gruppo Società Aeroporti Venezia, che dopo la manifestazione d’interesse in sede di bando di privatizzazione potrebbe rilevare Seaf fino all’80%. “L’indagine è partita nei primi mesi del 2010, gennaio o febbraio: confermiamo la nostra piena fiducia negli organi giudiziari e diciamo che l’inchiesta in corso non ostacolerà il lavoro della società”, promette il presidente di Seaf, il generale dell’Aeronautica Fabio Castellari.