L’Associazione nazionale magistrati ha fatto appello ai ministri dell’Interno, della Giustizia e degli Esteri affinché blocchino gli attacchi del premier Silvio Berlusconi ai giudici. “L’anomalia più grave è il fatto che si assista a questo spettacolo, uno scempio delle istituzioni senza che si reagisca”, ha detto il segretario Giuseppe Cascini a In 1/2 ora. “Si sente l’opposizione protestare, ma non si vede da chi ha responsabilità istituzionali all’interno del centrodestra la sensibilità di dire ‘oltre questo limite non si puo’ andare'”, ha spiegato.

“Penso al ministro della Giustizia, degli Interni, degli Esteri, sono ministri che hanno anche cariche istituzionali importanti perché hanno la responsabilità del funzionamento degli uffici giudiziari, dei corpi di polizia”. Dunque che chi ha queste responsabilita’ “non si ribelli di fronte a queste cose se la prende con il candidato al Consiglio comunali che attacca i manifesti ma non dice nulla sulle e analoghe espressioni del presidente del Consiglio è particolarmente grave e preoccupante, e ci dice del degrado delle istituzioni”, ha concluso.

Cascini ha anche sottolineato la particolarità dell’attuale situazione italiana, definendo uno “scempio istituzionale” il continuo legiferare per singoli processi. Per il segretario dell’Anm il sistema in uso al premier è un sistema “barbaro”, così come è “gravemente calunnioso” il riferimento che il premier ha fatto questa mattina ad un accordo tra le procure e il presidente della Camera Gianfranco Fini.

A sua volta il presidente della Camera è interevenuto seccamente contro le parole del presidente del Consiglio: “L’escalation di quotidiane menzognedi Berlusconi non è più tollerabile. Anche oggi, e per l’ennesima volta, il presidente del Consiglio ha detto di avere le prove di un patto scellerato che avrei sottoscritto con la magistratura per impedire le riforme della giustizia. Lo sfido a dimostrare quel che dice: dica il nome del magistrato che glielo avrebbe detto, e fornisca le prove a sostegno delle sue parole: se non risponderà, cosa di cui sono certo, gli italiani avranno la prova che non sa cosa significhi la parola vergogna”.

E sulle dichiarazioni del premier è intervenuto anche Antonio Di Pietro annunciando che querelerà il Cavaliere. “Andrò a denunciare Berlusconi per quello che ha detto. Io lo conosco dal’94, Berlusconi fa politica per motivi giudiziari. C’è chi è andato in galera, chi ad Hammamet e lui in Parlamento per non andare a San Vittore”. E ha aggiunto che se a giugno “si vince il referendum, il Capo dello Stato dovrebbe sciogliere le Camere”.  Invocando così l’intervento contro il presidente del Consiglio che attacca “in questo modo un altro potere costituzionale”, cioè la magistratura.