“Nel Pdl c’è una questione criminale”. Il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola va all’attacco e commenta così le turbolenze che squotono la maggioranza. Ma il governatore della Puglia, intervistato ieri a SkyTg24 da Maria Latella, ne ha per tutti: il centrosinistra “è in affanno” e Fini “è contraddittorio e teme il voto”.

Vendola commenta le annunciate dimissioni di Mara Carfagna, ma all’indomani delle motivazioni della sentenza Dell’Utri, fotografa con parole durissime la situazione del Pdl. Con qualche riferimento al caso Cosentino: “La guerra per bande è la cifra dell’attuale situazione nel centrodestra e Berlusconi non può e non sa emanciparsi dalle relazioni con il mondo dell’ex segretario Cosentino. Relazioni che riguardano il rapporto tra politica e camorra”.

Ma se nel centrodestra “è in corso una guerra fra bande”, il centrosinistra non se la passa meglio. ”A sinistra da troppo tempo c’è una sorta di conte Ugolino che tende a divorare tutto ciò che incontra per strada”. Alla domanda di Maria Latella se nel centrosinistra ci sia una ”questione psicanalitica” per i contrasti tra i leader, Vendola risponde che ”guerra per bande e questione psicanalitica non sono sovrapponibili”. Poi la precisazione: “E’ difficile – sottolinea il leader di Sel – convivere in una casa comune plurale dove la diversità non sia considerata una minaccia, un pericolo, ma una forma di arricchimento. Invece a sinistra il dibattito sembra quello di pezzettini di ceto politico separato”.

Secondo il leader di Sinistra ecologia e libertà le primarie rappresentano lo strumento fondamentale del popolo di centrosinistra per rivitalizzare una coalizione in affanno. “Le primarie – ha spiegato ancora il governatore della Puglia – sono l’idea che la politica non si gioca dentro i talk show e dentro il Palazzo. La politica si gioca in relazione con quelle centinaia di migliaia di studenti che hanno protestato contro la Gelmini, si gioca all’aria aperta, in una relazione col popolo e in una connessione con la vita”.

Tra i due litiganti, centrodestra e centrosinistra, non può però spuntarla il “terzo”. In questo caso Gianfranco Fini: “Il presidente della Camera – sostiene Vendola – teme che il precipizio verso il voto possa non dargli un salvagente abbastanza robusto. Fini vive una discreta contraddizione tra orizzonte strategico e questioni tattiche”.