I dati di Bankitalia irritano il Governo. Secondo le stime contenute nel Bollettino economico reso pubblico oggi da palazzo Koch si registrano in Italia dati allarmanti: l’immobilismo dei consumi delle famiglie italiane, la disoccupazione reale oltre l’11% e il tasso di crescita all’1% nella media del 2010. Secca la risposta del Tesoro. Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, queste cifre non corrisponderebbero però alla realtà dei fatti: “Non commento dati esoterici, commento solo dati che vengono da fonti come Eurostat”. Anche il dicastero dell’Economia non ha gradito che nel Bollettino si dica che la Decisione di Finanza Pubblica potrebbe avere sovrastimato sia le entrate che le spese per il 2010: “Dati inutilmente ansiogeni, il presunto ‘crollo’ delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest’anno di entrate una tantum registrate nel 2009” ha dichiarato Tremonti.

Il bollettino diffuso dalla Banca d’Italia fotografa luci e ombre della situazione economica italiana. Se la produzione industriale è segnalata ancora in ripresa, infatti, i consumi restano però deboli, a causa della dinamica dei redditi e dei segnali incerti che arrivano dal mercato del lavoro. Il tutto a fronte di una crescita dell’economia mondiale che registra ritmi più contenuti rispetto a quelli registrati nel primo semestre dell’anno.

A pagare di più l’incertezza della situazione nel mercato del lavoro sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni il cui tasso di disoccupazione continua a essere più di tre volte maggiore della media. Il tasso di disoccupazione reale viaggia oltre l’11%. Per Bankitalia, “i segnali, pur deboli, di ripresa sono confermati dall’intensificata attività di ricerca di personale da parte delle imprese”. La crescita dell’occupazione “ha riguardato esclusivamente le regioni del Centro, a fronte della sostanziale stabilità in quelle del Nord e dell’ulteriore riduzione registrata nel Mezzogiorno. Drastico il giudizio sulle famiglie. Qui i comportamenti di spesa restano cauti e i “segnali per i mesi estivi non ne delineano un recupero”. Secondo la Banca d’Italia “nel secondo trimestre del 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli”. L’economia italiana crescerà dell’1% nella media del 2010. A un’ulteriore espansione delle esportazioni “si è affiancato il deciso rialzo dell’accumulazione in macchinari e attrezzature, che ha beneficiato di agevolazioni fiscali in scadenza alla fine di giugno”. Il risultato finale è un divario di crescita tra i maggiori paesi dell’area dell’euro. In particolare rispetto alla Germania dove l’incremento del Pil è stato molto più deciso.

Il quadro non trova d’accordo il governo. Per il ministero dell’Economia, infatti, “il presunto crollo delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest’anno di entrate una tantum registrate nel 2009. Le entrate sono perfettamente in linea con le previsioni, come gia’ segnalato dal Dipartimento delle Finanze”.

Sulla linea di Bankitalia, l’opposizione. Secca la dichiarazione di Rosy Bindi presidente dell’assemblea nazionale del Pd. “Oggi i ministri del Lavoro e del Tesoro hanno liquidato con toni sprezzanti i dati diffusi da Bankitalia sulla disoccupazione e le entrate tributarie”. Per la parlamentare democratioca “le valutazioni di Bankitalia possono essere oggetto di discussione, ma è deprimente assistere da parte di membri del governo alla sistematica delegittimazione di autorità indipendenti e istituzioni pubbliche. Ansiogeni sono per la verità i tagli indiscriminati, le risse tra ministri, il vuoto di proposte per far fronte al grande disagio di milioni di famiglie italiane”. Per la Bindi: “Esoterico e il governo Berlusconi, che ignora la realtà e sta facendo male al Paese’.