Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera, annuncia: “presenteremo la stessa legge anti-burqa approvata in Francia. Il testo, tradotto in italiano, punta a far rispettare quel principio di uguaglianza tra uomo e donna che esiste nella nostra società”.

Nel provvedimento, sottolinea Reguzzoni, si prevede anche il carcere fino ad un anno e l’ammenda di 30.000 euro per chi costringa “uno o più individui all’occultamento del volto con minacce, molestie o in modo tale da cagionare un perdurante stato di ansia o di paura” o “mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici”. La pena aumenta fino alla metà se questo tipo di pressioni viene esercitato su minori o disabili. “Nella nostra società – insiste il capogruppo leghista – non c’è spazio per la discriminazione”. “Ma la nostra battaglia – ci tiene a precisare – vuol essere di tipo laico, come è stato in Francia. Non certo religioso. Per me ognuno può professare la religione che vuole”.

“Con la Francia al nostro fianco daremo più voce alla protesta anti-burqa”, continua Reguzzoni, il quale chiede alle forze politiche, per questo provvedimento, lo stesso tipo di compattezza che ci fu per la legge contro l’infibulazione. “Non abbiamo visto con favore, infatti – avverte Lussana – la dichiarazione del segretario del Pd Pierluigi Bersani secondo la quale la proposta di legge anti-burqa non è certo una priorità”.

In Italia, infatti, c’è già una legge che vieta di coprirsi il volto, anche con veli, per motivi di ordine pubblico oltre che ben otto proposte di legge depositate sull’argomento, sia contro il burqa, sia contro il niqab, alcune delle quali presentate da Pierluigi Mantini, Udc, e da Souad Sbai, Fli già all’esame della commissione Affari Costituzionali della Camera.