La Lombardia e il Veneto non rappresentano più l’eccellenza d’Italia. Scavalcate non dal vicino (e comunque nordico) Piemonte né dalla ricca Emilia Romagna. Ma dalla regione più osannata d’Italia: il Lazio. A sancire la vittoria di Roma sul nord è uno studio de IlSole-24Ore e dal centro studi Sintesi denominato “Il medagliere delle regioni 2000-2010”. La ricerca ha preso in esame 43 indicatori, ne ha fotografato lo stato al 2010 e messo in confronto con il dato relativo al 2000. Il tutto sintetizzato in otto macroaree: ambiente, demografia, governance, lavoro, credito, economia, istruzione e salute.

Si scopre che nonostante il buco nero della sanità laziale, la Regione oggi governata da Renata Polverini negli ultimi dieci anni ha registrato un miglioramento dell’11,4% contro il 2,2% di crescita avuto dalla Lombardia di Roberto Formigoni, che ha sempre sbandierato l’eccellenza della “sua” sanità. Stando allo studio de IlSole24Ore, dunque, meglio hanno fatto, per quanto riguarda la salute dei cittadini, le giunte di Francesco Storace (presidente dal 2000 al 2005) e Piero Marrazzo (2005-2010).

Va detto che la Lombardia conquista la medaglia d’oro di governance, credito ed economia. Ma nei primi due indici registra una diminuzione (rispettivamente del 2,3 e dello 0,15%) mentre nell’economia segna una variazione positiva dello 0,7% contro lil 2,3% della Basilicata e l’1,6% della Valle d’Aosta. Altro indice fortemente negativo la Lombardia lo registra nella microarea dell’ambiente. Nonostante le domeniche a piedi, l’ecopass, le multe comminate dalla Ue per lo sforamento dei livelli di Pm10, la regione continua a perdere terreno. In dieci anni ha subito una flessione del 9,3%. Bene ha fatto invece il Veneto che registra un miglioramento dell’1,6%.

In tempo di federalismo il Lazio, sintetizza il quotidiano di Confindustria, “nonostante la zavorra dell’enorme deficit sanitario, è la regione che conquista la maglia rosa, con quattro medaglie d’oro e 15 punti, superando Lombardia e Veneto (tre medaglie d’oro e 14 punti), seguite a loro volta dal drappello Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Liguria e Marche con 12 punti. All’ultimo posto, unica a raccogliere un punteggio finale negativo, è la Sardegna, che colleziona posizioni sotto la media e performance negative, fatta eccezione per l’ambiente, dove fa registrare la dinamica migliore fra tutte le regioni”.