Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Società > Non si affitta ...

Non si affitta agli immigrati

Appartamento affittasi: “astenersi perditempo e immigrati”. Luminosa casa con balcone e terrazza, in affitto: “No animali, no stranieri, no bambini”. Annunci come questi si susseguono a decine, sulla Rete. Riempiono siti di annunci, pagine di riviste specializzate, bacheche di tutta Italia. E mostrano il volto di un Paese che ha paura degli immigrati: anche se (o forse proprio perché) il loro numero non è più  trascurabile. Secondo L’Istat i residenti sono almeno 3,9 milioni è il loro contrbuto al Pil (i dati sono del 2007) è del 9,1%. Un dato percentualmente più alto di quello  degli italiani. La paura dello straniero degli italiani non trova riscontri neanche nei dati del ministero dell’Interno e della Banca d’Italia. Lo studio “Mandiamoli a casa – razzismo e pregiudizi, istruzioni per l’uso”, mostra che non esiste nessun parallelismo tra aumento dell’immigrazione con quello del tasso di criminalità.

Ciò nonostante molti italiani continuano ad avere paura degli immigrati, o quantomeno a non volerli quando cercano qualcuno a cui affittare una casa. A fornire una prospettiva scientifica all’esperienza quotidiana di centinaia di stranieri che tentano – tra umilianti “no, mi scusi” o “abbiamo già trovato”– di trovare un appartamento in affitto, sono per ora gli studiosi del Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche dell’Università di Modena e Reggio. In una ricerca appena pubblicata, dal titolo Ethnic discrimination in the Italian rental housing market, Massimo Baldini e Marta Federici mostrano come gli atteggiamenti discrimnatori nel mercato delle case non siano affatto finiti negli anni ’60, quando i cartelli “non si affitta ai meridionali” affollavano le strade delle città del Nord. Al posto del “terrone” oggi c’è l’immigrato. Una forma di razzismo che, secondo lo studio, è più presente nell’Italia settentrionale, colpisce soprattutto gli uomini, maggiormente gli arabi rispetto a chi proviene dall’Europa dell’Est. Un atteggiamento che  non viene scalfito nemmeno dalla crisi economica: “piuttosto che affittare casa a un immigrato, la lascio sfitta”.

Per compiere la ricerca, gli studiosi hanno creato 12 identità fittizie: sei maschi e sei femmine, 4 con nomi italiani, quattro arabi, quattro con nomi che suonavano come tipici dell’Europa dell’Est. In tutto sono state spedite circa tremila email in risposta ad annunci di case in affitto: e nel 50% delle lettere veniva dettagliata anche la vita lavorativa e familiare dello scrivente. Per tutta risposta i ricercatori si sono trovati di fronte a “un muro di gomma” anti immigrati: se alle email con nomi italiani si rispondeva positivamente nel 62% dei casi, a quelle provenienti dagli aspiranti inquilini dell’Est europeo, la percentuale scendeva al 49,5% che per gli arabi era il 44%. In altre parole: un proprietario di casa su 5 ha risposto in maniera opposta se la proposta di affitto arrivava da un italiano o da un arabo.
Nelle regioni settentrionali poi, solo uno su quattro rispondeva positivamente a un nome maschile arabo, mentre il 70% con un nome maschile italiano. Questa differenza di trattamento (il 25% di rifiuti per migranti nord africani) cala  al 12% al Centro e al 14% al Sud dello Stivale. Forse perchè, scrivono i ricercatori, al Nord i migranti sono di più producendo nei residenti fenomeni di rigetto più forti. O forse dipende dalla vitalità economica di queste regioni rispetto al Mezzogiorno: un padrone di casa del Nord sa che riceverà altre offerte, se dice no a uno straniero.
Quel che è certo è che la discriminazione avviene in due diversi modi. Il più delle volte è implicita: basta chiamare e rivelare poi che a voler affittare non è un italiano, ma uno straniero, per vedere molte agenzie immobiliari e molti privati ritrarsi immediatamente (come testimonia anche un video postato su YouTube dall’attore Saverio Tommasi). Altre volte è esplicita, come nei casi degli annunci “no stranieri” apparsi in Rete. In quest’ultimo caso ad essere responsabile della discriminazione è non solo chi scrive l’annuncio (che comunque non rischia conseguenze penali), ma anche chi lo pubblica (e rischia sanzioni in base al decreto legislativo 215 del 2003). A tale riguardo esiste l’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali (Unar), che ha creato un numero verde (800.90.10.10). Finora la gran parte delle segnalazioni riguardano le difficoltà nella ricerca di una casa. Ma a farle sono soprattutto italiani. Segno che quei cartelli – “affittasi – non a persone di colore” – seminano non solo rabbia, ma anche paura.


Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo thread. Ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7 e che il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500. E' necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic. Per alcuni giorni, a causa di ragioni tecniche, tutti commenti andranno in pre moderazione. Inoltre, chi posterà più volte lo stesso commento (anche se con parole diverse) verrà segnalato. Ti avvisiamo che verranno pubblicati solo i commenti provenienti da utenti registrati. La Redazione