Pasquale Lombardi, il grande mediatore della nuova P2, colui che avrebbe avuto un ruolo strategico nel tessere i rapporti tra magistrati, faccendieri e politici del Pdl, fa il nome di Nicola Mancino. E’ quanto emerge dai verbali dell’interrogatorio di garanzia del 10 luglio all’ex sindaco di Cervinara nel carcere di Avellino e oggi riportato da alcuni quotidiani. Il vicepresidente del Csm, cioè il Consiglio superiore della Magistratura, irpino ed ex democristiano come Lombardi, sarebbe stato avvicinato proprio da Lombardi con lo scopo di ‘sponsorizzare’ la nomina a presidente della Corte di Apppello di Milano di Alfonso Marra. Sui suoi rapporti con Mancino, Lombardi prima nega: “Nego di aver avuto contatti con Nicola Mancino, con il quale peraltro ho rapporti di consuetudine da oltre 40 anni”, poi corregge e precisa: “Effettivamente mi sono incontrato con l’onorevole Mancino, con il quale avrò parlato incidentalmente della nomina di Marra. E nel conversare con l’avvocato Donato Pennetta, gli ho chiesto di parlare con Mancino della nomina di Marra, senza tuttavia avere riscontro, evidenziando nella conversazione che è sempre bene avere amicizie per chiedere qualcosa in caso di difficoltà”. Nella telefonata intercettata dai carabinieri telefonata registrata il 24 novembre 2009, subito dopo un incontro proprio con Mancino, così Lombardi riportava ad Arcangelo Martino, uno degli altre due arrestati insieme al faccendiere Flavio Carboni: “Ho fatto quello che dovevo fare, è andata bene… Abbiamo fatto un ottimo lavoro per i nostri amici… Il mio intervento è stato decisivo”.

E  sempre sulle nomine del Csm, l’avellinese racconta agli inquirenti come alcuni magistrati lo sollecitassero per ottenere incarichi direttivi. Fa i nomi proprio di Marra, Paolo Albano e Gianfranco Izzo: “Me lo hanno chiesto aperché ho molte conoscenze e amicizie nell’ambito politico e giudiziario, e come si sa queste nomine sono influenzate in maniera determinante dalle quattro correnti dell’Associazione nazionale magistrati e dalla politica, che può tutto”.  Il geometra e magistrato tributarista racconta che per sostenere proprio la nomina di Marra e altri magistrati di cui si parla nell’ordine di arresto, ha intrattenuto rapporti con due consiglieri del Csm: “ho intrattenuto contatti con Cosimo Ferri e Carrelli Palombi e con i componenti laici Tirelli, Saponara e Bergamo“. Riguardo poi le pressioni per influenzare i giudici della Consulta e salvare la legge che stoppava i processi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’ex democristiano ha dichiarato: “Ho tentato di interessarmi per acquisire meriti con il capo del mio partito, onorevole Berlusconi, affinché potesse ritenersi che ero in grado di arrivare anche ai giudici della Corte costituzionale”.