Inizia a traballare la poltrona del leghista Roberto Cota che nel maggio scorso si era aggiudicato le elezioni regionali in Piemnote battendo sul filo di lana la governatrice uscente Mercedes Bresso. Poco dopo l’una di notte, i giudici del Tar hanno accolto due ricorsi contro altrettante liste del centrodestra: Consumatori e Al centro con Scaderebech. In sostanza la sentenza dei giudici servirà a verificare se l’intenzione dell’elettore fosse davvero quella di votare Cota. In questo senso l’esito del riconteggio appare incerto. Il nodo da sciogliere riguarda soprattutto la lista Al centro per Scaderebech, di un consigliere fuoriuscito dall’Udc e trasmigrato nel centrodestra. L’accusa al candidato è quella di aver sfruttato la sua appartenza al partito di Casini (in quella tornata alleato del centrosinistra) per non dover presentare le firme a sostegno della lista e di aver poi cambiato casacca. Nelle ultime regionali, questa lista ha incassato 12mila voti. Ora quello che vogliono capire i giudici è quante schede portano l’indicazione di Cota presidente. Da oggi, quindi, dovranno passare 30 giorni per il riconteggio dei voti. Lo stesso vale per la lista Consumatori che però è andata all’incasso di 3mila voti. In totale sono 15mila e a Cota basterà che 6mila voti portino l’indicazione esatta del suo nome per restare governatore del Piemonte.

Il Tar, poi, ha respinto il ricorso del “Sole che ride” contro i “Verdi verdi”. L’accusa era quella di aver copiato il simbolo per confondere gli elettori. Infine gli avvocati dei ricorrenti dell’area del centrosinistra hanno 60 giorni di tempo per avviare la querela contro Michele Giovine, eletto a capo della lista “Pensionati per Cota”, sotto processo penale con l’accusa di aver presentato firme false.

Il risultato finale è atteso per ferragosto. Se i conti non dovessero tornare per Cota, si aprono due possibilità: o il Piemonte torna al centrosinistra oppure si andrà a elezioni, con il candidato del Pd che non sarà più la Bresso, ma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino