Sanremo tossico

di Benedetta Mazzini

Qual è la scoperta? Dov’è la verità rivelata? Qual è la sorpresa per la quale saremmo tenuti a schierarci, a scandalizzarci o a solidarizzare? Il segreto di Pulcinella ha fatto le sue vittime. E qui vittime lo sono tutti.

A partire da chi istituzionalmente “è tenuto” a commentare, stigmatizzare, a chi, dopo aver passato una vita senza nascondere niente di sé, si trova bollato come “mostro” alla più noiosa e sfiorita kermesse del Belpaese.

Kermesse alla quale ha partecipato e parteciperà il fior fiore, di loto, dei rappresentanti del “sesso, droga e rock and roll” del mondo. Ah, ma certo, se sono gruppi o solisti stranieri a parlare apertamente dei propri vizi e schiavitù, nessuno dice nulla.

Ma, all’ombra del Cupolone, ci sentiamo alle corde se non alziamo il ditino di minaccioso rimprovero verso un nostro compatriota.

Posto che ognuno è libero di assassinarsi come vuole, l’errore di Morgan, al quale voglio bene, è aver detto, sempre se l’ha detto, che le potenti medicine che gli prescrivevano lo facevano stare male: “…avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene…”.

Credo che tutto il casino, sproporzionato ma giustificato, sia nato soprattutto da quello. Adesso spero, comunque, che questa sarabanda mediatica abbia fine e che il mio amico Morgan stia bene. Ma non per andare a Sanremo.