La Procura della Repubblica di Bologna ha aperto un’inchiesta sui cedimenti avvenuti in un piccolo tratto della Variante di Valico a Rioveggio sull’Appennino bolognese. Si tratta di un fascicolo conoscitivo, per ora senza ipotesi di reato né indagati, affidato alla pm Morena Plazzi che già indaga per la vicenda della frana di Ripoli, pochi chilometri più a sud. Sul posto erano già stati i Carabinieri della Compagnia di Vergato. L’articolo scritto il 14 ottobre da ilfattoquotidiano.it è stato acquisito agli atti dal magistrato.

La grande opera autostradale, che affiancherà la vecchia A1 tra Bologna e Firenze e che dopo 11 anni di lavori non è stata ancora aperta al traffico, ha avuto già in passato diversi problemi soprattutto con le gallerie, tanto che per ammissione dello stesso amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci l’opera poteva essere progettata meglio (e anche per questo costerà il doppio, 7 miliardi di euro invece che 3,5). Adesso la nuova grana. Sulla pavimentazione stradale, all’inizio del viadotto Casino in direzione Bologna si è infatti aperta una fessura longitudinale oggi transennata e coperta con un telo. La società Autostrade, in una replica, parla di “modeste fessurazioni degli strati di pavimentazione non ancora collaudate”.

Da alcuni mesi tuttavia qualcosa non va se l’azienda concessionaria, partecipata al 30% dalla famiglia Benetton, sta facendo costruire un nuovo contromuro in cemento armato sopra il muro di sostegno del terrapieno che si trova all’inizio del viadotto e che ha iniziato a “ribaltarsi” (parliamo naturalmente di movimenti impercettibili e lenti) verso l’esterno. Il contromuro in costruzione ha fondazioni profonde e sarà trattenuto con dei tiranti. Alla base del problema che ha portato la nuova strada a fessurarsi, ci sarebbero delle spinte, sul muro di sostegno, superiori rispetto a quelle ipotizzate in fase di progettazione. In particolare, non sarebbe stata sufficientemente valutata la presenza di acqua di infiltrazione proveniente dal versante del monte, a fianco del quale corre la strada.

Il pezzo di strada, che fa parte del lotto 5a della Variante, era stato terminato nel 2013 da un’associazione temporanea di imprese appaltatrici, tra cui un’azienda del gruppo Maltauro. Ora Autostrade spiega che i lavori per sistemare quella che chiama una “lieve non conformità”, saranno “a totale carico dell’appaltatore”, cioè di chi ha ha eseguito i lavori. L’apertura della Variante, prevista inizialmente per il 2011, nel 2014 era stata prevista da Castellucci entro la fine del 2015.