Scontro aperto fra maggioranza e opposizione in regione Liguria su Marco Bucci, l’uomo che Giovanni Toti ha indicato come amministratore unico di Liguria Digital, lo strumento tecnologico che gestisce l’informatica di Regione, Asl e di una galassia di società collegate.

Bucci, genovese 55enne, è un manager della multinazionale americana Carestream Health, fornitrice di supporti informatici ad alcune Asl liguri. “Conflitto di interesse“, tuonano le opposizioni, per una volta unite sotto la stessa bandiera di battaglia. La scintilla che ha acceso l’incendio è scaturita dalla prima Commissione che in tutta fretta ha ammorbidito i parametri di incompatibilità previsti dallo statuto di Liguria Digitale. La capogruppo dei M5S Alice Salvatore, sostiene che gli uffici preposti hanno confermato l’esistenza delle ragioni di incompatibilità legate a Bucci “Il quale non ha neppure annunciato di voler lasciare il suo incarico privato”. Risulta in effetti che Carestream abbia in essere contratti del valore di 13 milioni di euro con alcune Asl e, sebbene si tratti di una Spa non perfettamente assimilabile alle società partecipate dalla Regione, il conflitto di interessi imporrebbe a Bucci le dimissioni dall’incarico privato.

Anche il Pd è compatto con il resto dell’opposizione: Pippo Rossetti, ex assessore della giunta Burlando e ora consigliere regionale, agita addirittura lo spettro di un duplice intervento: dell’Autorità Anticorruzione e della Corte dei Conti: “L’Anac potrebbe intervenire anche d’ufficio su nostra segnalazione. Laddove il contratto fosse poi annullato la Corte dei Conti si rivarrebbe sui consiglieri che l’hanno votato”, ha dichiarato al Secolo XIX, aggiungendo poi: “Il curriculum di Bucci è fuori discussione. Di altissimo profilo. Ma è come se Maradona, giocando nel Napoli, avesse giocato anche nella Juventus”.

Altrettanto compatta la maggioranza di centrodestra ha respinto al mittente tutte le osservazioni dell’opposizione. Il leghista Edoardo Rixi, assessore di punta della giunta Toti, ha indicato espressamente Bucci al governatore assumendosene la paternità. E ci mette pure il carico da undici: “Noi andiamo avanti come razzi. Siamo certi delle nostre ragioni. Carestream non ha rapporti diretti con Datasiel (la società che sta lasciando il posto a Liguria Digital, ndr) negli ultimi anni. Non ci fermeranno con i cavilli. Bucci è un manager di livello internazionale che fa una scelta difficile (guadagnerà circa 36mila euro lordi) per cambiare profondamente un’azienda che riteniamo strategica per l’intero comparto dell’informatica in Liguria e per la Sanità”.

Ma alla fine anche Rixi deve cedere. Il presidente del consiglio regionale, Francesco Bruzzone, leghista come lui, concede il dibattito in aula come richiesto dalle opposizioni. Impossibile dunque che Bucci si insedi il 15 settembre. Una stoccata Rixi la riserva al Pd: “Mi rifiuto di credere che gli ex assessori del Pd non sapessero della scadenza delle nomine. Fanno i finti tonti perché volevano accordarsi sottobanco e piazzare uno dei loro, come hanno sempre fatto”. La prossima battaglia sarà sulla guida della Filse, la finanziaria regionale. Ancora Rixi, al veleno. “Stiamo valutando i curricula. Ma di certo non sarà un politico o un parente di qualcuno”.