Un post su Facebook per annunciare che l’epidemia di Ebola in Africa occidentale “è stata vinta, finalmente”. Come riportato ieri dal fattoquotidiano.it è stato Gino Strada, medico e fondatore di Emergency, impegnato in prima linea nella lotta al virus nei Paesi colpiti, a esultare per una battaglia che ha portato a tenere sotto controllo la malattia. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità sono 10.699 le vittime al 16 aprile del virus dall’inizio nel 2014 dell’epidemia in Africa occidentale. I casi registrati in totale sono invece 25.831. L’epidemia ha martoriato Guinea, Liberia e Sierra Leone, ma già nel bollettino della scorsa settimana, l’Oms registrava come nella settimana fino al 5 aprile ci siano stati solo 30 casi di Ebola in Africa occidentale, il numero più basso dal maggio del 2014.

Ma proprio il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, frena l’entusiasmo che ha scatenato la notizia: “Il numero di casi continua a diminuire e le zone di trasmissione si stanno riducendo” ma, avverte, ”l’epidemia non è ancora finita”. Interpellato dall’Ansa Hartl ileva come sia sì vero che “il numero di casi continua a diminuire e le zone di trasmissione si stanno riducendo, e queste sono buone indicazioni del fatto che le nostre azioni coordinate contro Ebola stanno funzionando”, ma tuttavia “l’epidemia non è ancora finita e richiede continuo impegno e fondi per arrivare a ‘zero casi”. Per questo, avverte Hartl, “i governi, lo staff Oms, i partner e gli operatori sanitari locali devono continuare il proprio lavoro nelle comunità al fine di fermare le trasmissioni, tracciare tutti i contatti delle persone infettate e curare i malati”.

Cauto anche il direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito: ”L’epidemia dai grandi numeri, come l’abbiamo conosciuta nei mesi scorsi, è sicuramente sotto controllo; persistono pochi casi, che però – afferma – necessitano di essere tracciati e monitorati singolarmente poichè stanno evidenziando una particolare gravità, e non ne conosciamo le ragioni”. Ma se dal punto di vista numerico calano casi e decessi, è però anche vero che le conseguenze per i paesi dell’Africa occidentale principalmente colpiti si stanno rilevando drammatiche, anche dal punto di vista economico, e resta dunque necessaria un’attenzione internazionale. In questa direzione, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha annunciato di essere pronto a offrire “ulteriore assistenza finanziaria dove ne esista la necessità”, e la Banca Mondiale offrirà ulteriori 650 milioni di dollari nei prossimi 12-18 mesi per aiutare Guinea, Liberia e Sierra Leone a recuperare dopo la crisi per Ebola.