I negozi vuoti del centro di Parma riaprono i battenti per tre giorni, per riportare la vita nel cuore del quartiere Oltretorrente che negli ultimi anni ha “chiuso per crisi”. Contro la desertificazione del commercio ci pensa il teatro: dal 29 novembre al primo dicembre i locali sfitti di via Bixio ritornano a essere com’erano, animandosi di attori-venditori, mimi, artisti e musicisti, per riportare dentro le stanze svuotate di scaffali e di merce il senso della quotidianità della gente che entra e esce dai negozi. Non più chiusi, ma “S-chiusi”, come recita il titolo della rassegna anticrisi promossa dall’associazione Micro Macro e dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle arti in collaborazione con il comune di Parma, che ha l’obiettivo di fare riappropriare i cittadini di un pezzo di quartiere e via via dell’intera città.

L’appuntamento, che fa parte del Festival Zona Franca, è un punto di scoperta e di partenza per ridare linfa vitale al commercio e ripopolare una storica strada che negli ultimi anni ha visto esercizi e attività abbassare le serrande uno dopo l’altro. Un panorama desolante di relitti, di vetrine vuote con i cartelli “affittasi”, che gli organizzatori della manifestazione hanno preso in mano uno dopo l’altro, cercando di rintracciare i proprietari per proporre l’iniziativa e chiedere il permesso di provare a rialzare le serrande, anche se solo per pochi giorni. Il risultato è che undici negozi hanno riaperto le porte, almeno per un fine settimana, con le stanze rimesse a lucido e a nuovo dalla speciale squadra anticrisi che ha adottato l’Oltretorrente come prima tappa di un progetto che potrebbe in futuro estendersi anche ad altre strade di Parma falcidiate dalla recessione economica.

Passeggiando tra un numero civico e un altro di via Bixio, i cittadini dal pomeriggio fino alla sera si possono imbattere negli speciali negozi in cui non si spendono soldi, ma si ascoltano storie. Come “Scarpe Diem” di Elisa Cuppini, un negozio di calzature in cui i clienti possono ripercorrere le gesta di personaggi teatrali a cui sono appartenute le scarpe, oppure in “Memorie di un attore s-fruttato” di Savino Paparella, la bottega di un attore cane che ha aperto un negozio con la frutta e la verdura che gli spettatori gli hanno tirato addosso in tanti anni di carriera. Tra le vetrine di nuovo decorate, trova spazio anche “All you can wish”, un temporary shop per trovare soluzioni a casi disperati, oppure si possono incontrare “I Barbieri di via Bixio” del Teatro Necessario, artisti del cuoio capelluto con tanto di lozioni curative, o farsi incantare dalle “Piccole storie di pane” di un panettiere-narratore.

Un viaggio in un insieme di sguardi e di racconti portati in scena da 23 attori che per tre giorni cercano di fare riaccendere la memoria degli spettatori su una parte della città che sembra dimenticata, ma che invece non si arrende al declino. Lo dimostrano anche i negozi “reali” rimasti in piedi, che per l’occasione rimangono aperti insieme ai negozi “S-chiusi” e applicano speciali sconti e offerte a tutti i cittadini che partecipano alla rassegna, con la speranza che via Bixio ritorni a essere una via viva per il commercio. Perché gli esercizi vuoti riaperti dagli attori sono pronti anche nella realtà a ritornare a essere negozi veri, come lo erano una volta. Proprio per l’Oltretorrente il comune di Parma ha messo a disposizione 150mila euro per incentivare l’apertura di nuove attività commerciali e ora i locali aspettano solo che qualcuno rialzi le serrande.

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