Made in Italy. Questa la parola d’ordine di Arte Fiera 2013. Trentasettesima edizione, dal 25 al 28 gennaio con molte novità: a partire da due nuovi direttori artistici, Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni, l’italianità (“non intesa come nazionalismo, ma quasi come autarchia”) e un  budget di investimento che per quest’anno è stato di 4 milioni di euro, più 20 per cento rispetto agli anni scorsi.

In fila, anzi in mostra, Nino Migliori, Bas Jan Ader, Giorgio De Chirico e i suoi libri, Mario Ceroli, Marino Marini, Nannucci & Conforti, la mostra New Future a Palazzo Poggi e decine di altri appuntamenti racchiusi nella sinergica collaborazione di Art City (in passato Art first), la kermesse che da 37 anni affianca la manifestazione fieristica bolognese e che trasforma almeno per un weekend la città in capitale dell’arte contemporanea. Un progetto coordinato da direttore dell’Istituzione Bologna Musei, che mette insieme comune, università, pinacoteca, Accademia di belle arti, Cineteca, le Fondazioni Carisbo e del Monte, le associazioni delle gallerie d’arte, Confcommercio e enti privati.

Si potrà infatti usare lo stesso biglietto strappato nei padiglioni di viale della Costituzione per entrare gratuitamente in tutti i musei cittadini. Così i visitatori potranno avventurarsi per il centro di Bologna e vedere i capolavori esposti nelle sale dei musei locali. A disposizione navette gratis che portano turisti, addetti ai lavori e cittadini dal quartiere espositivo al centro di Bologna con corse ogni 20 minuti dalle 12.30 alle 20, per i tre giorni di Artefiera.

L’Art city bus parte dal quartiere fieristico, per poi fare sei fermate: Museo della storia di Ustica in via Ferrarese, Pinacoteca in via Irnerio, Mambo in via Don Minzoni, Villa delle Rose in via Saragozza, Centro storico in via Farini-via Carbonesi. Nel corso della kermesse culturale saranno una dozzina le gallerie bolognesi ad esporre in Fiera, dedicando i loro stand a personali di artisti e incontri informativi.

Non mancherà nemmeno per quest’anno l’Art White Night, la notte bianca delle gallerie cittadine che sabato 26 gennaio vedrà porte aperte per tredici gallerie fino a mezzanotte. Artcity è frutto di un lavoro a più mani, che permette di affiancare alla kermesse fieristica più di 50 eventi tra mostre e iniziative culturali, quasi tutti gratuiti (l’unico a pagamento è a Palazzo Re Enzo: la mostra “Benzine, energia della tua mente”) per valorizzare la città. Perché “se è vero che la manifestazione porta 800.000 euro di indotto alla città – dice Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere – è un anno difficile, è inutile nasconderlo, e dobbiamo riflettere per rilanciare”. La stessa società, BolognaFiere, vuol dare il buon esempio, e ha deciso di stanziare un fondo di investimento di 100.000 euro per l’acquisto di opere ‘giovani’ dalle gallerie espositrici.

Il tema che quest’anno i nuovi curatori di Artefiera, Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti hanno voluto valorizzare è il genio italiano, visto come un valore da difendere anche di fronte alla crisi. E allora, se molto spazio viene dedicato ai grandi artisti italiani contemporanei, non si dimenticheranno le nuove tendenze. In fiera ci saranno anche delle mostre, un’altra novità, allestite per i tre giorni della manifestazione e curate dalle stesse gallerie: “Storie italiane”, “Solo show” e un programma di sette conversazioni. Tra i musei che organizzeranno esposizioni (che si prolungheranno anche dopo il 27 gennaio) ci sono il Civico archeologico con una personale di Marino Marini, il Mambo con una novantina di opere di Giorgio Morandi e la personale di Mario Ceroli, Bas Jan Ader a Villa delle Rose, Nino Migliori a Palazzo Fava.

Da non perdere a Palazzo Poggi, sede del Museo di Arte e Scienza, la mostra collettiva New Future con tredici interventi site-specific: fino al 17 febbraio la collezione antica permanente costituita da preziosi esemplari di minerali, reperti archeologici e strumenti per lo studio delle scienze e dell’anatomia convive in un dialogo inedito con opere d’arte contemporanea, realizzate grazie all’uso dei materiali più moderni. Una mostra nella mostra che incoraggia il visitatore a muoversi liberamente attraverso le stanze, in una ‘caccia al tesoro’ di opere inaspettate in posti inaspettati. Gli artisti esposti sono stati selezionati dalla curatrice Manuela Valentini in seguito alla loro partecipazione al World Event Young Artist di Nottingham (UK) svoltosi nel settembre 2012, con un’attenzione rivolta in particolare ai paesi del Mediterraneo. New Future non si limita a costituire un ponte tra le diverse culture, ma punta a generare processi in evoluzione e situazioni più ampie che vanno ben oltre la semplice rappresentazione dell’opera d’arte.