Alle 20 del 26 giugno Vasco Rossi annuncia ai microfoni del Tg1: “Mi dimetto da rockstar”. Quasi un mese dopo, quasi alla stessa ora, ai microfoni dell’Ansa la sua portavoce Tania Sachs fa sapere che il mito di diverse generazioni è ricoverato per una frattura. Per quanto non ci sia nulla al di fuori di una costola rotta, tutto lascia pensare ai fan che la star del rock abbia bisogno di accertamenti di altro genere. “Nulla di allarmante”, tranquillizza la Sachs. Vasco è ricoverato da martedì, a Villalba, poco fuori le mura di Bologna, i dolori lo accompagnano da un mese e al suo seguito, sempre stando a quanto dichiarato, ci sarebbe un’equipe di medici.

All’ultimo concerto a San Siro, il 22 giugno scorso, il Blasco, così lo chiamano i  suoi fan, era arrivato con un’ora e un quarto di ritardo. E quattro giorni dopo, ce lo dice con la franchezza spesso incosciente che lo caratterizza: “Questa è l’ultima tournée. Magari farò dei concerti all’improvviso, ma uno a 60 anni non può più fare la rockstar”.

Che il ritiro dalla vita spericolata e il ricovero in clinica siano o meno correlati, non lo sa nessuno, anche se qualcuno ha subito associato le due cose. Ma non è nemmeno rilevante. Il punto è che, come ha scritto il Corriere della sera, “anche i miti invecchiano”. In fondo il Blasco ci aveva preparati: “Continuerò a scrivere canzoni, ma dichiaro felicemente conclusa l’attività di 30 anni di rockstar”, aveva dichiarato in un’intervista.

Ilaria Giupponi