Quarantatreesimo giorno di protesta: tornano il grande freddo e soprattutto la pioggia torrenziale, mentre ci prepariamo a trascorrere un’altra settimana sul tetto, prima che si apra il tavolo tecnico che si spera possa risolvere i nostri problemi. Il nostro tendone è messo a dura prova da frequenti allagamenti e pozze d’acqua che si formano soprattutto di notte, quando siamo meno vigili e pronti ad asciugare. Nell’attesa di novità, le iniziative sul tetto continuano, sia le nostre che quelle di chi ci è amico.
Oggi, ad esempio, Legambiente ha organizzato una cerimonia, in occasione della Befana, per consegnare un sacco pieno di carbone ai nostri commissari, per invogliarli a prestare “attenzione alle richieste dei lavoratori, affinché si trovi una soluzione che tenga conto delle competenze e della professionalità degli addetti minacciati dai licenziamenti”.
Poi ci sono i sorteggi per i turni notturni, le ore all’umidità a chiacchierare o vedere qualche film, i sorrisi per chi dà “i numeri”, il sonno spezzato intermittente, le discussioni appassionate sulle future strategie, la nutella riscaldata accanto alla stufa, le cene con la pasta nel pentolone donata da chi ci sostiene.
Questa è la nostra vita quotidiana, oggi, e chissà per quanto tempo ancora. Ora aspettiamo la Befana; chissà che nelle nostre calze non ci sia qualche bella sorpresa per noi ed e per tutto l’ISPRA: di una cosa siamo sicuri, che sicuramente ci sarà meno carbone rispetto a quello di chi fin’ora ha avuto, ahimè, accesso alla stanza dei bottoni del nostro Istituto.

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