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Sulla via di Santiago

Saint Jean Pied de Port

giorno 1

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Viandante, non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando
Antonio Machado

Credencial - È il passaporto del pellegrino. Tenetelo sempre a portata di mano e non perdetelo mai.

Concha - La tradizione vuole che i pellegrini, una volta arrivati sull’oceano a Finisterre, bruciassero i loro abiti per indossare una tunica bianca e portassero a casa una conchiglia come segno dell’avvenuto pellegrinaggio. Oggi in tanti la portano con sé, sullo zaino, fin dalla prima tappa.

Flechas - Sono le frecce gialle che indicano la strada. Sono segnate sull’asfalto, sulle case, sulle chiese. Difficile ma sempre possibile sbagliarsi.

Zaino - Prima di partire mettete davanti a voi tutto quello che avete preparato per riempirlo. Poi iniziate a togliere. Avrete bisogno di molte meno cose di quante pensiate. Riducete tutto all’essenziale. Un cambio solo, l’altro ce l’avrete addosso. Medicine, impermeabile, necessaire (solo strettamente necessaire), penna e blocco, borraccia e bastoncini e poco altro. Chi si carica di troppo peso già il primo giorno dovrà rispedire a casa il carico inutile.

Sapone di marsiglia - Per lavare voi e i vestiti. Quelli sporchi si lavano arrivati a destinazione e si stendono al sole. Ma negli albergue sono tante anche le possibilità per fare lavadora e secadora con qualche euro. Ci si mette insieme tra pellegrini e si riempie una lavatrice.

Tappi per le orecchie e mascherina antiluce - Per non cadere in balia di russatori, sveglie che suonano prima della vostra e illuminazione a giorno quando volete ancora dormire. Perché se i primi giorni l’adrenalina vi fa alzare alle 5.30, dopo tre settimane dormire solo fino alle 8 vi sembrerà un’ingiustizia inaccettabile.

Frontalino - Per gli eroi delle tappe notturne, per chi vuole vedere l’alba già in cammino o più banalmente per andare in bagno e sistemare lo zaino alla mattina senza fare acrobazie col cellulare. Se lo comprate sul cammino in un negozio di cinesi sappiate che tenerlo più di mezz’ora farà comprimere la fronte. È cranio contro plastica dura e nuda. Basic.

Spille da balia - Per fare asciugare i panni bagnati sullo zaino mentre camminate e bucare le vesciche (dopo averle sterilizzate col fuoco). In Spagna un fumatore munito di accendino lo troverete sempre.

Scarpe/ sandali - Fortemente consigliato averli già usati prima, possibilmente a lungo. Sono loro a decidere se andrete avanti o meno. Scarpe da trail o sandali tecnici sono i migliori. Servono di uno o due numeri in più rispetto al vostro. L’unico oggetto per il quale è meglio non badare a spese. Anche se poi, comunque, non si sa mai come andrà.

Scarponcini da montagna - Il fatto che alcune guide continuino a sponsorizzarle come le calzature top per il cammino è da denuncia. Indossati da chi aveva i piedi più devastati e doloranti. A meno che non si desideri una penitenza estrema, sono da evitare.

Palos o bastoncini da trekking - Comodissimi nonostante tanta della strada non presenti dislivelli sensibili. Scaricano il peso del corpo aggravato dallo zaino, regolano la postura e rafforzano le braccia. In tanti li comprano lungo la via e poi li lasciano a Santiago. Così qualche altro pellegrino potrà usarli, magari per proseguire fino a Finisterre o sul cammino portoghese. Anche se sembrano un ingombro e da vecchi, sono un grande aiuto.

Compeed - Diffidate di bendaggi e cerotti normali in caso di vesciche. Solo i compeed funzionano. Arriva la bolla, lo mettete sopra e verrà via da solo quando la pelle sotto sarà nuova. Fa anche da cuscinetto antidolore una volta che rimettete le scarpe.

Voltaren - Compagno indispensabile, specie quando si è costretti al tubetto con la maggiore concentrazione di principio attivo. Avrete dolori ovunque, specialmente dalle gambe in giù. A rischio tendini, caviglie, ginocchia, muscoli. Massaggiate, massaggiate.

Ibuprofeno - È l’antidolorifico nazional-popolare del cammino. I farmacisti vi consiglieranno con non chalance di assumerne in dosi molto generose. Quantità da non replicare una volta tornati a casa. Se li finite ma prima della prossima farmacia ne avete bisogno, qualsiasi pellegrino ve ne potrà dare.

Vaselina - Alla mattina sotto il piede, prima di infilare le calze (tecniche). Cospargetevi come se non ci fosse un domani.

Cappello - Non dimenticatelo, il sole non perdona. Specialmente nelle mesetas. Anche se non è troppo caldo ed è ventilato, lì frega. Sulla via dopo Burgos troverete un foglio plastificato. E’ la storia di un pellegrino americano che spiega in prima persona cosa gli è successo dopo avere ripetutamente scordato il cappello. Quel foglio è appeso a una croce (clicca sull'immagine a sinistra per leggerlo).

Albergue - Vederlo dopo decine di chilometri macinati in una sola giornata dà la stessa ebbrezza di un’oasi per i beduini. Credencial y documento de identidad da tenere a portata di mano per la registrazione all’ingresso. Consigliabile prendere, dove possibile, le lenzuola in tessuto non tessuto che consegnano all’ingresso per scongiurare la temuta ipotesi chinchas, dette anche bad bugs o cimici. Ci sono i municipales, cioè gli albergue gestiti da comune, parrocchie o dall’associazione Amici del cammino, e i privados, gestiti - appunto - da privati. Generalmente si dorme in entrambi pagando dai 5 agli 8 euro. Consigliatissimo pernottare in quelli che prevedono una cena comunitaria, esperienza sempre diversa. Chi vi accoglie in queste strutture si chiama hospitalero.

Letti a castello - Vi abituerete presto a literas o bunk beds, anche perché ci dormirete per molte notti. Simbolo dell’essenzialità del cammino, vanno sempre a due a due e moltiplicando si può arrivare anche a qualche centinaio in un solo albergue. Il rispetto nelle camerate è d’obbligo ed è tra i primi punti del tacito codice di condotta dei pellegrini.

Habitación privada con baño - Prima o poi sentirete il bisogno di non dormire nell’ennesimo albergue tra roncadores profesionales, luci che si accendono nel cuore della notte o prima dell’alba, sfrigolio di buste di plastica dove i pellegrini rovistano per trovare voltaren, spazzolino o qualche altro oggetto indispensabile per affrontare la giornata. Quello della habitación è un bisogno che si può reprimere ma che è difficile non sentire.

Stretching - All’inizio pensate che chi ve lo raccomanda sia un precisino o un estremista del fitness. Niente di più sbagliato. Quando le gambe rimarranno a fenicottero senza possibilità di distenderle come sapevate fare prima di partire, allora vi convincerete a fare allungamenti con cura mattina e sera e a condire l’impresa ginnica (spesso fatta a ridosso dei letti a castello) con pomate all’arnica o tutto quello che vi daranno in farmacia.

Massaggiatori e medici - Tanti annunci per strada, nelle farmacie o parafarmacie. Anche gli albergue possono fissare appuntamenti. E a volte massaggiatori e medici de peregrinos lavorano a donativo. Da pagare quanto si vuole, se si può.

Chinchas - Sono il terrore numero due dei pellegrini dopo gli infortuni. Possono raggiungere qualsiasi parte del corpo e colpiscono ovunque, specialmente negli albergue. Per individuarle dicono di guardare bene nelle cuciture dei materassi e sui cuscini. Ma spesso la stanchezza è più forte della vista, per cui proteggete sacco a pelo e materasso. Regola di base: mai appoggiare lo zaino a terra quando siete all’aperto. Pungono in batteria e sentite di essere stati beccati dopo uno o due giorni. A quel punto compaiono bollicine e prurito. I più fortunati, nell’ordine:

1 - si cospargono di arnica

2 - prendono antistaminici

3 - vanno in ospedale. Due iniezioni e poi via, si torna a camminare.

Magari rimane qualche segno per alcune settimane. Ma come tutto, passa.

Donativo - La gratuità e i contributi volontari sono tra le modalità del cammino che stupiscono di più. In Europa esistono ancora luoghi dove non ci si aspetta che i servizi abbiano un prezzo prestabilito. O che tutti lo debbano pagare anche se sono in difficoltà. Oltre a medici e massaggiatori, anche alcuni albergue sono a donativo. A volte prevedono cene comunitarie: pellegrini a caso, da tutto il mondo, seduti intorno a un tavolo per condividere. La giornata, la fatica, i sorrisi, il cibo.

Menù del peregrino - Quello che sul cammino non mancherà mai sono fame e cibo. In ogni pueblo troverete sempre ad attendervi almeno un menù del peregrino. Lo riconoscerete dal prezzo (praticamente fisso a dieci euro) e dalle portate (quasi sempre uguali dalla Navarra alla Galizia, con alcune lievi variazioni locali). Sopa, pasta, paella, lomo, papas (cucinate in tutti i modi possibili), ensalada, jamon, huevos, postre. E sempre vino y pan in quantità.

Café con leche y tortilla - Tipica prima o seconda colazione a metà mattinata, dopo avere fatto almeno una decina di chilometri. La tortilla è sempre gustosissima e al settimo giorno di fila in cui la mangiate penserete che forse tra patate e uova state esagerando. Ma tant’è, si brucia tutto. Il cafè con leche è la bevanda non alcolica numero uno.

“Jacotrans” - Vedrete buste e volantini con questo nome negli albergue. È uno dei servizi per trasportare lo zaino alla meta successiva. Se i dolori o altro vi impediscono di portarlo, potete chiamarli. Sarete oggetto dei giudizi severi di alcuni pellegrini fondamentalisti, ma voi, intanto, potrete continuare a seguire la vostra strada. E andare avanti.

Yoga - Troverete diversi albergue in cui lo fanno. Probabile che apprezzi l’atmosfera anche chi è sempre stato scettico sulla pratica.

Croci - Ricordano i pellegrini morti durante il cammino. Vale la pena fermarsi e leggere i messaggi dedicati a chi non c’è più. Uno riportava una frase di Paulo Coelho: “The boat is safer anchored at the port; but that’s not the aim of boats”.

Saint Jean Pied de Port

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