Sulla via di Santiago

Portomarín

giorno 28

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Se lo zaino pesa troppo non vai avanti

Daniela, 29 anni. Colombia

Due anni fa ho iniziato ad avvicinarmi alla filosofia buddista e sento che camminare è una forma di meditazione. Sono qui per vedere fino a che punto sono capace di arrivare a livello di strada percorsa, conoscenza del corpo e presenza mentale.

Il primo giorno è stato difficile. All’inizio hai molta adrenalina e poi ti dici: ma dov’è sto posto dove devo arrivare? Per prima cosa spero di riuscire ad arrivare a Santiago e di arrivarci cambiata, in qualche modo. Più pura, più spirituale. Con il caos di sottofondo di tutti i giorni non abbiamo tempo di pensare. Qui, invece, posso sentire il rumore del vento tra i pini. Voglio arrivare ad accettarmi con tutte le mie debolezze.

La priorità? Imparare a vivere il momento. Non che inizio a camminare e penso già all’arrivo, come a volte mi capita. Voglio godermi ogni singolo istante: i passi, il paesaggio, la gente. La prima notte in albergue ero nervosa: non mi era mai capitato di dormire con così tanta gente intorno. Ah, una cosa fondamentale è imparare a fare lo zaino. Se pesa troppo non vai avanti.

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