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Berlusconi, beatificazione e bugie al Senato. Falso di La Russa: “Accuse finite nel nulla”. La destra: “Da lui mai parole d’odio”. Ecco i suoi insulti

Fiori, beatificazioni e bugie. La nuova rappresentazione dell’elogio funebre di Silvio Berlusconi va in scena nell’Aula del Senato, ultima “casa” istituzionale del quattro volte premier, che a palazzo Madama era tornato lo scorso ottobre, a nove anni dalla decadenza dovuta alla condanna definitiva per frode fiscale (e a cinque dalla successiva riabilitazione). Ed è proprio con un falso storico sulla sua vicenda giudiziaria che esordisce il presidente dell’assemblea Ignazio La Russa, già ministro nel suo ultimo governo e ora seconda carica dello Stato: “Quando Berlusconi decide di scendere in campo, accanto ai grandi successi e cambiamenti che impone alla politica, si crea un problema che lui denunzia come persecuzione, che è un problema non solo giudiziario ma a suo avviso anche mediatico, che durerà parecchi anni. Non si è mai sottolineato, però, che un giudice a Berlino Berlusconi lo troverà sempre, se è vero che tutte le accuse più gravi – tranne una, quella per cui è stato condannato – cadranno nel nulla“, dice nell’orazione introduttiva. Le cose, in realtà, non stanno affatto così: in buona parte dei 36 procedimenti penali a cui è stato sottoposto nel corso della sua vita, l’uomo di Arcore l’ha fatta franca grazie a cavilli, prescrizioni o depenalizzazioni ad personam, mentre i fatti oggetto di contestazione sono stati pienamente accertati. È il caso, tra gli altri, dei processi per falso in bilancio (All Iberian 2 e Sme), del processo Mills per corruzione in atti giudiziari e del processo Ruby ter.

Il M5s partecipa ma non interviene – Appoggiato sullo scranno che fu di Berlusconi, accanto alla capogruppo di Forza Italia Licia Ronzulli, a ricordarlo c’è un maxi fascio di rose bianche e tulipani. Nei banchi del governo i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e quello degli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli. Presenti anche, seduti tra i banchi di Forza Italia, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini e quello della Pa Paolo Zangrillo. Alla cerimonia intervengono rappresentanti di tutti i gruppi escluso il Movimento 5 stelle, che spiega le ragioni in una nota: “Senza alcuna forma di ipocrisia, e in linea con i nostri valori e la nostra storia, nessuno dei parlamentari prenderà la parola. Abbiamo già nei giorni scorsi espresso la nostra opinione rispetto alla storia politica di Berlusconi e su questo non abbiamo cambiato idea”, si legge nel comunicato. “Come Movimento 5 Stelle abbiamo scelto di non partecipare a questa che certamente sarà l’ennesima beatificazione di un uomo che ha piegato tutto a proprio vantaggio e utilizzo, dalla giustizia, all’informazione, dalle istituzioni, ai corpi delle donne”, scrive su Facebook la vicecapogruppo Alessandra Maiorino.

La Russa: “Mettiamo nell’angolo gli odiatori impenitenti” – “Si può dire che Berlusconi sia stato spesso colpito ma mai affondato. Chi ne ha apprezzato, come me, i molti pregi conserva un ricordo in cui le luci sovrastano di gran lunga le ombre. Ci lascia il rimpianto di non averlo accanto in un momento in cui l’Italia avrebbe ancora bisogno di lui, dei suoi consigli e del suo sorriso ammaliante“, dice La Russa dallo scranno più alto. E in un passaggio sembra attaccare i 5 stelle: “Mettiamo nell’angolo gli odiatori impenitenti ed emerge il giudizio sull’unicità dell’uomo. Mi consola il generale rispetto – con poche e non lodevoli eccezioni – che ha accompagnato la sua dipartita, anche da parte di chi non ha condiviso o non condivide le sue opinioni politiche. Rivolgiamo sentite condoglianze ai suoi familiari, ai tanti che gli sono stati vicino, alle persone che lo hanno accompagnato affettuosamente negli ultimi anni e in tutta la sua vita. Vi prego di osservare qualche secondo di silenzio in sua memoria”, conclude, seguito da un lungo applauso di quasi tutta l’Aula. In tribuna, in rappresentanza della famiglia, era presente Gianni Letta, storico consigliere e sottosegretario dell’ex premier nei suoi anni a palazzo Chigi.

“Rispettava tutti”, “Da lui mai parole di odio”. Ecco alcuni dei suoi insulti – Dai banchi del centrodestra i toni sono quelli dell’agiografia. “Aveva sempre il sole in tasca. Odio e invidia non sapeva dove stessero di casa. La sua mancanza è un vuoto difficile da colmare ma i suoi insegnamenti resteranno un faro. Grazie presidente. Il suo spirito continuerà a vivere nei nostri cuori”, ha detto in lacrime nel suo intervento Licia Ronzulli (video). “Berlusconi era un uomo di Stato e di governo che metteva sempre al centro la persona. Era un combattente ma ha sempre rispettato tutti gli avversari”, afferma il vicepremier azzurro Antonio Tajani. “Il ricordo è soprattutto per la sua umanità: la capacità di mettersi in sintonia con i capi di Stato e con la gente più comune. Ha avuto la capacità di essere un combattente senza mai usare parole di odio per nessuno, neanche contro coloro che l’hanno espresso, anche recentemente, nei suoi confronti”, dice invece il capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan. Qui saranno fischiate le orecchie a molti: ai magistrati, definiti una “metastasi della democrazia”, “matti”, “mentalmente disturbati“, vittime di “turbe psichiche”, “antropologicamente diversi dal resto della razza umana”. A Rosy Bindi, appellata in diretta tv come “più bella che intelligente“. A Gad Lerner, la cui trasmissione L’Infedele venne additata come “un indecente postribolo televisivo“. Ai contestatori del suo comizio del 2009 a Cinisello Balsamo: “Non avete dignità, nobiltà d’animo, libertà, siete ancora oggi e come sempre dei poveri comunisti!”. Agli italiani che non votavano per lui, “dei coglioni che fanno il loro disinteresse”.

Unterberger (Autonomie): “Nel mondo tedesco è incomprensibile che sia stato quattro volte premier” – Tra i (pochi) interventi fuori dal coro delle lodi, degno di nota è stato quello della senatrice Julia Unterberger del Südtiroler Volkspartei, presidente del gruppo Per le Autonomie (video): “Silvio Berlusconi è stato senza dubbio uno dei protagonisti della vita politica di questo Paese. Oggi siamo qui per commemorarlo, però non siamo in un luogo di culto, siamo in Parlamento, il che impone di deviare dal de mortuis nihil nisi bonum (“dei morti nulla se non il bene”, ndr) per esprimere sincere considerazioni politiche. Devo ammettere che nel mondo tedesco non è facilmente comprensibile che una figura come Berlusconi sia riuscita per quattro volte a fare il presidente del Consiglio. Nella nostra concezione, il privilegio di guidare un Paese si accompagna alla necessità assoluta di affrancarsi dai propri interessi economici per perseguire solo il bene pubblico: cosa che di Berlusconi, con tutta la buona volontà, non si può dire. Ai politici di alto livello si chiede di essere un modello nel rispetto delle regole: Berlusconi non lo era”. L’intervento di Unterberger è stato interrotto più volte dalle contestazioni provenienti dai banchi del centrodestra. Critico anche il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro (video): “Noi pensiamo che non sia stato giusto trasformare il funerale di un leader divisivo e chiaramente di parte in una cerimonia di santificazione usata per esaltare i suoi eredi politici oggi al governo. Ed è per questa ragione che abbiamo considerato inopportuna la proclamazione del lutto nazionale. In una democrazia compiuta queste cose non dovrebbero accadere. Da Silvio Berlusconi ci divideva tutto, perché consideravamo, e consideriamo, Berlusconi portatore di un disegno politico dal nostro punto di vista regressivo. Un disegno seduttivo, fondato sulla cultura del mercato che ha trasformato la società italiana”.

Renzi: “Uno statista capace di rapporti umani”Agiografico, come atteso, il ricordo di Matteo Renzi (video). “La sinistra, sia quella che l’ha contestato sia quella che l’ha odiato, deve riconoscere in lui un unicum nell’edilizia, nell’editoria, nella comunicazione, nella televisione, nello sport, nelle forme della politica. “I tg hanno parlato troppo di lui”, ha detto qualcuno in questa settimana la verità è che una parte della sinistra ha pensato troppo a lui negli ultimi vent’anni, pensando in alcuni casi solo a lui”, ha detto. “Dall’altro lato però questa unicità porta anche la destra a fare i conti con un’amara realtà: il dibattito sull’eredità di Berlusconi non ha senso di esistere. Non c’è un erede possibile, Berlusconi era più grande dell’eredità politica che qualcuno vuole raccogliere. Ma se vogliamo stare sul punto politico, sull’eredità politica ricordiamo che nel 1998 quando perse le elezioni, Berlusconi scelse la strada del popolarismo europeo. Questo, lo dico a Salvini e a Meloni, è un punto politico su cui dovreste riflettere in vista del 2024″, ha aggiunto. Citando anche l’episodio nello studio di Servizio pubblico di Michele Santoro, nella campagna elettorale del 2013, preso come esempio dell'”umanità” di Berlusconi: “Fece un capolavoro mediatico andando ospite in una trasmissione che lo detestava e pulendo la seggiola di un giornalista che aveva parlato prima di lui (il direttore del Fatto Marco Travaglio, ndr). Partono i fischi dello studio, Berlusconi si gira e con grande teatralità dice: “Non sapete neanche scherzare“. C’era questo gusto per la vita, per l’ironia, per la teatralità. È stato un uomo capace di commuovere e far commuovere. Dovremmo riconoscere che dentro l’altro c’è una dimensione di umanità, che a volte non abbiamo colto. Mi viene in mente il primo incontro con lui, il famoso “pranzo di Arcore“, quando andai a chiedergli i soldi per Firenze: lui volle che al pranzo ci fossero anche i figli. Io da lui ho capito che il più grande lusso della vita sono i rapporti umani. È questo che mi porto dietro di Silvio Berlusconi: uno statista, ma soprattutto un uomo capace di rapporti umani“. Il discorso è stato accolto da fragorosi applausi della maggioranza.

Salvini: “Un rivoluzionario” – Anche il leader della Lega Matteo Salvini esordisce con un riferimento ai 5 stelle: “Mi spiace che non tutti prendano la parola in quest’Aula, ma è il bello della democrazia”. Berlusconi, dice, “è stato un rivoluzionario capace di coinvolgere diverse generazioni, ha inventato il centrodestra, ha inventato il bipolarismo. Ai suoi tempi seppe in politica estera, unico e ultimo, riuscire ad applicare la giusta flessibilità. Storica la sua foto con Putin e Bush. Berlusconi voleva la pace e nostro dovere come governo è perseguire la linea che porta alla pace”. Il concetto che “riassume la sua vicenda umana politica unica e irripetibile”, secondo Salvini, è quello di “libertà“: “Questa parola a lui tanto cara assume diverse sfumature, armonicamente collegate innanzitutto la libertà economica che il Berlusconi imprenditore ha incarnato perfettamente. Un uomo che grazie alla propria iniziativa e alla propria determinazione, rischiando e mettendosi in gioco, riesce a costruire un impero industriale a partire dal nulla. Per ridistribuire la ricchezza, prima bisogna crearla la ricchezza. E io penso che Berlusconi sia stato un esempio, un modello da seguire, invidiato e speranza per tanti”, aggiunge il vicepremier.