Olimpiadi

Il dramma di Rebecca Passler: con la positività ha scoperto il tumore della madre. Si è contaminata con un cucchiaio di Nutella

La biathleta azzurra riammessa alle Olimpiadi di Milano-Cortina nonostante la positività al doping: il letrozolo veniva assunto dalla madre per curare un carcinoma mammario, ma lei era ignara di tutto

Una tragedia nel dramma. Il giorno in cui Rebecca Passler ha scoperto di essere risultata positiva a un controllo antidoping, non ha solamente visto sfumare il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Con quella notizia, è venuta a sapere che sua madre, Herlinde Kargruber, ha un tumore: è affetta da carcinoma mammario. La donna aveva preferito non dire nulla alla figlia 24enne, almeno fino al termine dei Giochi. La sospensione per doping però ha cambiato tutto: Passler infatti è risultata positiva al letrozolo, proprio il farmaco alla base della terapia endocrina a cui da giugno 2025 è sottoposta la madre. Una scoperta sconvolgente. Anche se la ricostruzione di tutta la vicenda ha permesso alla biathleta azzurra di vincere Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab), ottenere la sospensione della squalifica e poter partecipare alle prossime gare delle Olimpiadi.

“Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon”, ha detto Passler dopo l’esito positivo del suo ricorso. Ora manca il giudizio del Tribunale nazionale antidoping (Tna), che dovrà pronunciarsi sulla vicenda e decidere se applicare una squalifica. Ma le motivazioni portate dalla biathleta 24enne devono essere stata molto solide e convicenti, per arrivare all’immediata revoca della sospensione.

La positività al letrozolo era stata riscontrata nel corso di un controllo effettuato lo scorso 26 gennaio. Secondo la ricostruzione di Passler, il giorno prima era a casa a mangiare in famiglia, di ritorno dalle gare di Nové Mesto, in Repubblica Ceca. Nel corso della giornata, riporta il Corriere, ha condiviso anche con la madre della Nutella, mangiata utilizzando lo stesso cucchiaio. Così potrebbe essere avvenuta la contaminazione. Anche perché l’atleta – non sapendo della malattia della madre – non faceva particolare attenzione alla condivisione del cibo e delle posate. Il farmaco era costudito dalla signora Kargruber in un posto non visibile e non utilizzato dalla figlia. Questa ricostruzione ha convinto Nado Italia, probabilmente anche per via della dose bassissima di letrozolo presente nelle urine di Passler (1,1 ng/ml).

A fare la differenza con il caso dei tortellini di Sara Errani, però, è stato proprio il fatto che la biathleta non sapesse della malattia della madre. La tennista infatti era a conoscenza del tumore e sapeva che il farmaco era custodito in casa. Passler invece “non era stata compiutamente informata delle condizioni cliniche della madre e ignorava che quest’ultima assumesse giornalmente il farmaco, che veniva custodito in un luogo a lei e ad altri non accessibile“, si legge nell’ordinanza, riportata sempre dal Corriere.