
Il responsabile non è un socio dell'Inter Club San Marino, come era emerso inizialmente. Il giovane è un membro del gruppo dei Viking, con a capo Nino Ciccarelli
Il ragazzo che domenica a Cremona ha lanciato il petardo che ha stordito il portiere Emil Audero è stato arrestato dalla Digos di Milano. Non è un socio dell’Inter Club San Marino, come era emerso inizialmente: si tratta invece di un 19enne che, a differenza del secondo ragazzo che con un altro petardo si è ferito alle dita, fa parte dei gruppi ultras della Curva Nord. E in particolare del gruppo dei Viking, il cui capo Nino Ciccarelli è anche a capo del direttivo della Nord. A quanto risulta l’ultras avrebbe lanciato una bomba carta – costruita come un fumogeno – che una volta accesa poi esplode. È stato iscritto sul registro degli indagati dal pm di turno a Milano, Francesco Cajani, ma non sono ancora note le accuse contestate. Domani mattina ci sarà l’udienza di convalida.
Al termine del match fra Inter e Cremonese – l’episodio è avvenuto all’inizio del secondo tempo – era stato comunicato che l’autore del gesto era piantonato in ospedale, perché si era ferito alle dita provando ad accendere un secondo ordigno. Invece il tifoso ferito non è lo stesso che ha lanciato il primo ordigno. Nel frattempo, è arrivata oggi la decisione del Viminale, che ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo, fatta eccezione per il derby contro il Milan. Manca ancora la decisione del giudice sportivo. I nuovi elementi emersi, quindi l’arresto di un 19enne che fa parte di uno dei gruppi più importanti del mondo ultras nerazzurro, potrebbero portare anche ad altre valutazioni. Compresa la decisione di chiudere la Curva Nord per alcune partite.