Cronaca

Ciclone Harry, la conta dei danni supera il miliardo di euro in Sicilia. Nel Messinese arriva l’esercito. Danneggiate le rovine di Nora in Sardegna

Continuano i sopralluoghi e cresce il bilancio dei danni nelle tre regioni colpite nei giorni scorsi da vento, pioggia e mareggiate

Strade distrutte, linee ferroviarie interrotte (con tanto di rotaie sospese nel vuoto), criticità nei porti e poi stabilimenti balneari spazzati via, negozi e strutture ricettive danneggiate e tante barche affondate o gravemente danneggiate. In Sicilia, Sardegna e Calabria continua la conta dei danni dopo che il ciclone Harry – con vento, pioggia e mareggiate – […]

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Strade distrutte, linee ferroviarie interrotte (con tanto di rotaie sospese nel vuoto), criticità nei porti e poi stabilimenti balneari spazzati via, negozi e strutture ricettive danneggiate e tante barche affondate o gravemente danneggiate. In Sicilia, Sardegna e Calabria continua la conta dei danni dopo che il ciclone Harry – con vento, pioggia e mareggiate – ha flagellato per tre giorni le regioni del Sud Italia.

La stima di un miliardo di euro

Nella sola Sicilia la stima provvisoria dei danni supera il miliardo di euro. Oltre 741 milioni riguardano le infrastrutture distrutte, come calcolato la Protezione civile regionale, dei quali 244 milioni solo in provincia di Messina e oltre 200 nel Catanese. A queste cifra vanno aggiunti i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi. Come comunicato dal governatore Renato Schifani, la Regione ha stanziato 70 milioni di euro per i primi interventi e ha nominato il dirigente della protezione civile regionale, Salvo Cocina, come commissario straordinario regionale per l’emergenza.

Lo stato di emergenza nazionale

“Dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”, ha annunciato venerdì il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. L’ex presidente della Regione Sicilia è stato l’unico esponente del governo a effettuare un sopralluogo nei luoghi colpiti dal ciclone: non si sono visti né la premier Giorgia Meloni, né il leader della Lega Matteo Salvini.

L’esercito ne Messinese

Intanto nel Messinese è intervenuto anche l’Esercito con il 4º reggimento Genio della Brigata Aosta. A richiederlo è stata la prefettura di Messina: aliquote di personale e mezzi speciali del genio sono al lavoro per il ripristino della viabilità e la rimozione dei detriti portati dalla mareggiata e dalle forti raffiche di vento che hanno sferzato il litorale dei comuni di Santa Teresa di Riva e di Furci Siculo.

I danni anche a Lampedusa e Linosa

“Abbiamo ripristinato parzialmente l’erogazione idrica. Ci sono, però, ancora un migliaio di famiglie senza energia elettrica. Dei 3,5 chilometri di lungomare ne sono rimasti forse poco più di 500. Oltre cento attività commerciali completamente distrutte e invase da sabbia e detriti”, racconta Danilo Lo Giudice, sindaco di Furci Siculo. Gravi danni anche a Lampedusa e Linosa dove il sindaco Filippo Mannino parla di “una devastazione senza precedenti”. “A Lampedusa – spiega – il danno più grave riguarda la banchina commerciale, infrastruttura strategica e vitale per la sopravvivenza dell’isola, che ha subito un cedimento strutturale significativo e che oggi rischia il collasso totale da un momento all’altro. Ma la situazione più drammatica è sull’isola di Linosa, dove l’evento ha letteralmente cancellato la viabilità“. Mannino stima danni per quasi 17 milioni di euro nelle due isole delle Pelagie.

I problemi in Sardegna

Ma non c’è solo la Sicilia. Il ciclone Harry ha provocato ingenti danni anche in Sardegna e Calabria. Per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che con la giunta ha dichiarato lo stato di emergenza, “stiamo parlando di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali: non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, bisogna reagire seriamente“. Nel Cagliaritano il forte temporale, i venti di burrasca e le mareggiate hanno reso inagibile un tratto della Sulcitana. La statale 195 resterà chiusa fino al 30 gennaio e questo sta mandando in tilt la viabilità alternativa, con traffico paralizzato lungo le strade consortili. Il ciclone Harry ha anche provocato danni al sito archeologico di Nora, nel comune di Pula, sulla costa sud occidentale della Sardegna. Dalle prime immagini che arrivano dall’area archeologica si vede che una parte delle vestigia è finita sott’acqua. Il compito degli archeologi sarà proprio quello di circoscrivere l’area danneggiata e verificare la possibilità di ripristino.

La situazione in Calabria

In Calabria, la giunta comunale di Crotone, su proposta del sindaco Vincenzo Voce, ha approvato la delibera per la richiesta formale dello stato di emergenza. Contestualmente, l’esecutivo ha deliberato di avanzare istanza al ministero dell’Agricoltura e alla Regione per il riconoscimento dello Stato di calamità naturale, mirato specificamente a coprire i danni subiti dal comparto agricolo.

I danni a pesca e agricoltura

Il ciclone Harry ha infatti prodotto danni gravi e diffusi anche all’agricoltura siciliana, calabrese e sarda, “colpendo aziende già provate da anni di emergenze climatiche, aumento dei costi e fragilità strutturali. Le prime segnalazioni che arrivano dai territori parlano di colture distrutte, serre divelte, infrastrutture aziendali compromesse e interi cicli produttivi saltati, con pesanti ripercussioni sul reddito degli agricoltori e sull’occupazione”, fa sapere la Cna Agricoltori. Secondo Confcooperative Fedagripesca, invece, tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, i danni per il settore della pesca potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. “Servono interventi urgenti per la messa in sicurezza dei porti pescherecci, che soffrono di criticità strutturali e croniche, per evitare che a ogni mareggiata si insabbino ed eventi come questi rendono più che mai urgente il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il settore, che al momento è privo di risorse economiche”, sostiene Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.