Salute

Spero che la Commissione Covid porti risultati e che non venga dimenticato il dottor De Donno

Grazie al mio amico Marco Zucchi, con il quale ho fatto tutto il corso universitario, ho parlato al telefono con il dottor Giuseppe De Donno qualche giorno prima della sua decisione estrema. Era molto arrabbiato ed anche sfiduciato ma non pensai che lo fosse fino al punto di togliersi la vita.

Era il 2020, l’anno terribile. Le aziende farmaceutiche spingevano. I colleghi negavano. L’Organizzazione Mondiale della Sanità presentò un lavoro che smentiva l’utilità. Il Ministero della Salute viaggiava nel buio. Ci chiusero in casa. Non ascoltavano Francesco Zambon sul fatto che la mancanza del piano pandemico era stata la causa principale del disfacimento soprattutto in Regione Lombardia, la peggior regione del mondo in rapporto alla popolazione. E tutto quello che ne è derivato e che la nostra generazione, che ha avuto la fortuna di non aver visto una guerra mondiale, ha dovuto subire fra chiusure, vaccini e complicanze, long Covid e traumatismi psicologici soprattutto nei giovani. Ci hanno sottratto la persona, vorrebbero sottrarci la memoria.

I governi di allora ci fecero sapere, oltre i puntuali bollettini di morti alle 18 di ogni giorno, che eravamo stata la risposta migliore all’attacco cruento partendo da Codogno, il centro della regione che Formigoni ha sempre pensato essere la migliore europea dopo aver deciso, confermando il potere politico, di aver introdotto la possibilità dei privati di entrare nella gestione pubblica della salute dei cittadini. Inerti come quelli che arrivavano soli ai pochi Pronto Soccorso intasati e che magari morivano a casa o in ambulanza.

E’ passato il tempo, i cittadini hanno bisogno di dimenticare. Ma la politica non ne ha diritto. Nei giorni scorsi dopo l’approvazione alla Camera ha deciso anche al Senato, con 94 voti a favore, 64 contrari e nessun astenuto, di autorizzare la Commissione Covid a fare accertamenti. Ora tornerà alla Camera, perché nel percorso è stato cambiato qualcosa, poi, forse, finalmente inizierà i lavori. Ci porterà dei risultati? Saranno solo attacchi e difese politiche senza nulla di fatto?

Io credo che occorrerebbe che si possa parlare anche del caso De Donno. Io dopo averlo sentito l’ho urlato diverse volte anche grazie alla chiara testimonianza dell’amico anestesista che incontravo in sala operatoria, R.M., che si è salvato in poche ore con il plasma. Capite un anestesista rianimatore che sicuramente ha conoscenze nei reparti affollati di quei giorni. Di morte.

Ed ora se ne dovrà parlare dopo la pubblicazione sul British Medical Journal, a poche settimane da uno studio belga nel The New England Journal of Medicine, che dimostra che il plasma iperimmune ha ridotto del 10% la mortalità sottoposti a assistenza respiratoria artificiale. Lo dobbiamo al dottor De Donno, al suo impegno. Spero ascolti le mie urla come ha ascoltato la mia voce, ed io la sua, in quei giorni in cui si parlava solo di “Tachipirina e vigile attesa” di farmaci e vaccini di cui non si poteva avere certezza. Ma la terapia con plasma costa poco ed ha bassi margini di guadagno.

Spero che la Commissione d’inchiesta si faccia, spero che chiameranno Francesco Zambon, spero che non si risolva con un pari e patta tipico della politica che oggi dà a me e domani a te. Sarebbe vergognoso per la scienza che le virostar, che hanno invaso le nostre case attraverso i mezzi di comunicazione, ci hanno imposto. Eppure, qualche giorno prima della tempesta, dicevano che sarebbe stato poco più di un temporale.

La storia ci dirà cosa è stato il Covid, spero quella onesta. La memoria non deve essere cancellata o modificata. Come ho scritto nel mio ultimo libro La verità invisibile, di cui mi onoro di avere la prefazione di un altro dimenticato, il dottor Francesco Zambon, ho visto e descritto questa possibilità attraverso i miei occhi e quelli di Zambon.

Io ti ricorderò per sempre caro collega De Donno e ti ringrazio per le tante vite salvate a cominciare dal mio amico rianimatore che si è meravigliato del fatto che non volessero nemmeno darti un premio alla memoria! A cominciare proprio dalle virostar che dovrebbero tornare al buio dei laboratori non al buio eterno che ti avvolge.