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Con Ben Gvir e Smotrich ministri, il governo Netanyahu ha fatto capire di non volere la pace

La novità politica degli ultimi giorni è l’entrata al governo Netanyahu di due nuovi membri, Benny Gantz e Gadi Eisenkot, entrambi ex capi di Stato maggiore ed importanti esponenti dell’opposizione. La loro entrata al governo sarà per il tempo limitato dell’emergenza, legata al tempo di guerra che aspetta Israele nei prossimi mesi. Il premier israeliano, il cui governo è zeppo di ministri che non hanno fatto nemmeno un giorno di servizio militare, ha capito che non è in grado di affrontare le sfide che lo aspettano e ha chiesto l’aiuto dell’opposizione. Sulla carta i due nuovi membri, insieme al ministro della Difesa Yoav Galant e al premier stesso, dovranno creare un gabinetto di guerra composto da pochi esperti che dovranno affrontare la tragica emergenza cominciata il 7 ottobre. Un importante leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha preferito rimanere fuori da questo gabinetto, affermando che in un governo dove sono presenti ministri come Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir nessun gabinetto potrà affrontare la realtà israeliana di questi giorni.

Lapid non ha torto. I lettori italiani non hanno una conoscenza dettagliata di questi due personaggi che Netanyahu ha fatto diventare ministri importanti. Smotrich è il ministro del Tesoro, con mansioni nel ministero della Difesa, mansioni legate proprio ai coloni, ai Territori Occupati e a infiniti finanziamenti che hanno ricevuto in questi mesi. Itamar Ben Gvir è il ministro per la Sicurezza Nazionale (una nuova invenzione di questo governo), anche lui sostenitore accanito dei coloni e pure della annessione dei Territori Occupati allo stato di Israele. Questi due personaggi, un tempo molto marginali nella vita politica israeliana, sono stati sdoganati da Netanyahu meno di un anno fa.

I due sono seguaci di un personaggio, anche lui poco noto ai lettori di questo giornale, Meir Kahane, diventato per un breve tempo membro della Knesset nel 1984 e nell’88 giudicato dalla Corte Suprema israeliana capo di un partito illegale e antidemocratico, per non dire razzista, che voleva cacciare tutti i palestinesi dai territori occupati con la guerra del 1967. Questo personaggio marginale ha avuto pochi seguaci, quasi tutti nei Territori e presso i coloni, seguaci violenti che più di una volta non hanno esitato di pianificare attentati contro palestinesi e hanno fatto tutto il possibile per rendere impossibile un dialogo tra le popolazioni.

Smotrich e Ben Gvir sono i rappresentanti di questo pensiero dentro il governo Netanyahu e non lo nascondono. Il loro piano non tradisce l’attività portata avanti da giovani nelle file dell’estrema destra israeliana extraparlamentare. Entrambi non hanno svolto servizio militare, sono stati a lungo pedinati dallo Shabak e dichiarati non idonei a prestare servizio perché pericolosi per le loro ideologie. Ben Gvir, il ministro per la sicurezza nazionale – che ironia – è quello che prima dell’assassinio Rabin è riuscito ad arrivare vicino alla sua macchina di servizio, ha rotto il stema della macchina stessa dicendo ai giornalisti che come siamo arrivati alla macchina, arriveremo anche a Rabin stesso. Poco tempo dopo l’assassino di Rabin è arrivato a Rabin stesso.

Ripeto: il capo dell’opposizione Yair Lapid ricorda bene il passato di questi due ministri e sa che anche il loro presente non è lontano ideologicamente delle nefaste idee che hanno avuto da giovani. In un servizio televisivo sul ministro Ben Gvir, ho avuto la sfortuna di vedere in Israele la fotocamera avvicinarsi a una foto esposta con una bella cornice nel salotto di questo pericolosissimo ministro: la foto è di Baruch Goldstein, un altro seguace del rabbino Kahane che nella festa di Purim del 1994 ha assassinato 28 palestinesi in preghiera. Quest’uomo è stato definito “eroe” da Itamar Ben Gvir e “santo” dal rabbino con cui si consulta Ben Gvir.

In un Medioriente così facile da incendiare, è chiaro che un premier che nomina due personaggi del genere come ministri non ha nessuna intenzione di dare corso a un processo di pace, ma ha chiaramente scelto di appoggiare gente che vede nei coloni la vera Israele, e non pericolosissimi membri di una destra irresponsabile.

Il ministro del tesoro Smotrich, razzista dichiarato, anche dopo il massacro di sabato, proprio in questi giorni, ha passato centinaia di milioni di shekel a ortodossi e a coloni. I due ministri sono i sostenitori dichiarati di un movimento che in italiano può suonare idilliaco, “la gioventù delle colline”. Questi giovani, quasi tutti armati, sono responsabili di tante violenze fatte a contadini palestinesi, bruciando a volte case, a volte olivi, e non esitano ad affrontare l’esercito israeliano quanto li vuole fermare. Questi giovani, che sono l’avanguardia del movimento dei coloni, hanno creato nuovi illegali improvvisati insediamenti che poi i due ministri provvedono a legalizzare e finanziare.

Netanyahu ha portano dentro il suo governo esponenti politici che ideologicamente si trovano d’accordissimo anche con Igal Amir, l’assassino di Rabin.
Per concludere vorrei ricordare che il ministro Itamar Ben Gvir responsabile – ahimè – della polizia israeliana, è stato rinviato a giudizio 54 volte, 8 delle quali trovato colpevole, e le accuse erano sempre di razzismo, sostegno al terrorismo ebraico, lite violente con poliziotti e altre “bellezze” di questo tipo.

Nonostante la buona volontà di Beni Ganz e Gadi Eisenkot, i nuovi entrati nel governo Netanyahu, temo che Yair Lapid abbia ragione: non si può lavorare con due ministri che ancora sognano il ritorno di Israele a occupare la Striscia di Gaza e magari lì creare con la gioventù delle colline nuovi insediamenti. La tragedia non li fermerà e la morte non fa loro nessuna impressione.