Cultura

‘Radio Magia’ torna agli anni Settanta e parla ai boomer (come me)

Il nuovo romanzo dello scrittore fiorentino Valerio AiolliRadio Magia (minimum fax) – rivela ancora una volta la sua passione, anche generazionale (che condivido), per la creatività e per l’amicizia, per l’impegno sociale. Mi piace pensare sia anche un’attitudine dalla quale deriva il suo stile elegante e limpido, preciso, mai stucchevole (com’è invece di moda oggi, tra ridondanze, esibizionismi e “famolo strano” vari).

Intrecciando piccola e grande storia, Aiolli racconta gli anni gloriosi delle radio libere, quando ancora era intenso il senso del collettivo (della res publica, possiamo dire?). Protagonisti un pugno di ragazzi – Caputo, Gipo, Caio, Toppa e il narratore, partecipe dell’impresa – in cerca del loro posto nel mondo e di un’utopia culturale che li faccia evadere da una realtà piccolo-borghese e claustrofobica.

Siamo nell’Italia degli anni Settanta, arco temporale scelto da Aiolli anche in Nero ananas (Voland, 2019, romanzo candidato allo Strega nel 2019) incentrato sul terrorismo di estrema destra a partire da piazza Fontana.

In Radio Magia il tono è più leggero, la politica resta ai margini della vita dei protagonisti, vitali come tutti i giovani: agiscono con mezzi di fortuna e senza pretese rivoluzionarie, incarnano dunque un Settantasette più giocoso e privato, meno cupo degli Anni di Piombo. “L’adolescenza – dice Aiolli – che sappiamo essere un momento di sensibilità esacerbata, lascia un marchio nella vita: e la mia fu negli anni in cui alla radio o in tivù si parlava solo di gambizzati o di rapiti”.

In una Firenze che resta ancora una volta in tralice (“Cerco sempre l’universalità di spazio e di tempo” è una regola di Aiolli), come sempre la vita riscuoterà i suoi pedaggi: i ragazzi di Radio Magia sperimenteranno il dolore, la delusione, la perdita di cose e persone amate, nel Paese lacerato dal terrorismo e dal rapimento di Aldo Moro, dalla strage di via Fani.

Il sogno (e che sogno) viaggia sulle frequenze dei radioamatori ed è anche musicale: la voce narrante descrive Shine on You Crazy Diamond dei Pink Floyd e il magico incipit della chitarra a dodici corde di David Gilmour, che sembra sgorgare da un altro mondo: “Quasi quattordici minuti di canzone, la chitarra accordata strana, i cambi di ritmo: ci andavo pazzo”. Nessun passatismo, Shine on You è un capolavoro – tributo al mitico Syd Barrett, ex membro della band – che ancora oggi insegna, umanamente e artisticamente.

Come Wish you were here, con la quale i giovani di Radio magia si chiederanno – anche questo ci piace pensare – se sia il caso di barattare i propri eroi con i fantasmi del “successo”, “ceneri calde con alberi”, “aria rovente con una fresca brezza”, “freddo comfort con il cambiamento”. O se sia meglio rimanere comparse e combattenti piuttosto che protagonisti in gabbie di vetro, come nel Grande Fratello.

Aiolli – con il quale ho condiviso, oltre alla scrittura, un’altra grande passione, la militanza nella Nazionale italiana scrittori, l’Osvaldo Soriano Football Club, in onore di un grande della letteratura latinoamericana – racconta con disincanto e leggerezza il risveglio amaro e disilluso di una generazione irriducibile e anticonformista, colta dal fuoco incrociato dell’infanzia e della globalizzazione. “Era possibile trovare una strada – si chiede – per agire-nel-mondo che non fosse quella della violenza o degli slogan ripetuti a pappagallo?”. La nostra risposta, la nostra proposta dice Aiolli, la nostra vita, “quel sentirci diversi da chi gridava, da chi rapiva, da chi sparava, quel non allinearci, quella radiomagia – era inadeguata? Troppo flebile, troppo chiusa?”.

Oggi che tutto è urlato e narcisistico, spocchioso, credo che la testimonianza di Aiolli di uno stile di vita elegante e discreto, sia importante. A costo di passare per anime perse, che nuotano in una boccia di pesci, anno dopo anno, correndo sulle stesse vecchie strade, con le stesse vecchie paure (quelle di tutti, ovviamente).

Il racconto di Aiolli del fallimento della rivoluzione promessa dal Sessantotto e spazzata dagli Anni di piombo è ancora più attuale oggi, nell’attuale voliera del mainstream, dalle liturgie e del conformismo mediatico e culturale, nella gabbia economico-consumistica che divora emozioni, corpi e fantasie, sempre in cerca di un fantasma di celebrità fatto soprattutto di soldi e presunzione, affogati in una dipendenza altrettanto tossica.

Radio Magia spinge i boomer a interrogarsi: e io, a quei tempi? Se parva licet, io parlavo con Nuto Revelli e fondavo una comunità extra-urbana, un’utopia intellettual-ecologica. Piuttosto attuale, il tema dell’ecologia e dell’ambiente.

Con leggerezza e con slancio – come su un campo di calcio – Aiolli descrive un pugno di anime ragazzine non indottrinate, che sognano il primo volo. Era più facile, d’accordo, perché si era più giovani. E come tutti i giovani si splendeva come il sole, a volte fino a bruciarsi.