Politica

M5s, Ricciardi: “Ogni volta che poniamo un problema politico, Draghi prende e va al Quirinale. Con la Lega non lo fa”

“Ogni volta che il M5s pone un problema politico specifico, Draghi invece di darci delle risposte pubbliche e concrete con degli atti, prende e va al Quirinale, come è successo tre mesi fa per le armi e abbiamo detto che forse non era il caso di investire 12 miliardi di euro per il riarmo. Quando invece la Lega si è astenuta su decreti importanti, come quello sul Green Pass e quello sulle riaperture, Draghi non ha sentito l’esigenza di andare al Quirinale”. Così si pronuncia ai microfoni della trasmissione “Fino a qui tutto bene”, su Radio Cusano Campus, il vicepresidente del M5s, Riccardo Ricciardi, che aggiunge: “Un presidente del Consiglio non può e non deve risolvere i problemi politici come interlocuzioni istituzionali. Si risponde pubblicamente in modo trasparente e si dicono le cose come stanno, perché il presidente del Consiglio ha anche una responsabilità di comunicazione nei confronti dei cittadini”.

Ricciardi spiega le ragioni per cui ieri il M5s non ha votato alla Camera il dl Aiuti: “Ci vuole coraggio ad infilare nel dl aiuti una norma come quella dell‘inceneritore. Ci vuole coraggio a non fare quello che si poteva fare sulle bollette, che è il problema dei problemi, così come sul superbonus. Ci sono aziende che non sanno come andare avanti e sono disperate. Riteniamo che in questo momento ci volesse qualcosa di diverso da parte del governo e lo abbiamo scritto con proposte precise. Ma non è una questione di M5s, è una questione che il Paese è in una situazione davvero drammatica”.

E sottolinea: “Mettere in un dl Aiuti l’inceneritore che è una norma indigesta al M5S non sta né in cielo, né in terra. È come se avessimo messo nel dl Aiuti lo Ius Scholae o la liberalizzazione della cannabis, che sono invisi alla Lega. Abbiamo detto di riformulare il testo e abbiamo provato a dire di mettere quella norma in un altro decreto ad hoc – continua – ma il governo è andato avanti. Nel frattempo, il peggioramento del prezzo del gas e dei crediti del superbonus ci ha spinto a dire: rimettiamo mano a questo decreto perché al momento non è sufficiente, perché rischiamo che questi aiuti tra 3 mesi non servano a niente. Ci hanno dato due ore, dalle 2 alle 4 di notte, in Commissione per rivedere il testo del decreto“.

Il deputato pentastellato rigetta ai mittenti l’accusa secondo cui il M5s sia irresponsabile: “Ci sono state e ci sono ancora tutte le occasioni e i modi per non essere irresponsabili nei confronti dei cittadini. Noi diciamo: lavoriamo sull’abbassamento delle bollette, sul taglio del cuneo fiscale, sul salario minimo. Non possiamo intervenire con dei pannicelli caldi quando il paziente è messo molto male. Il presidente Conte aveva già reso nota a Draghi la nostra posizione su questo decreto. Cosa faremo giovedì? In questo mondo 48 ore sono un’eternità, rispondere ora per giovedì è abbastanza prematuro”.

Frecciata finale di Ricciardi al Pd e in particolare a Dario Franceschini, che nei giorni scorsi, durante l’incontro nazionale di AreaDem a Cortona, ha pronunciato un aut aut ai 5 Stelle (“Se M5s rompe con governo è fine dell’alleanza”) : “Noi non ci sediamo per future coalizioni con chi non appoggia il salario minimo, né con chi non vuole un coinvolgimento del Parlamento nelle informative relative alla guerra in Ucraina, né con chi pensa che la transizione ecologica sia un inceneritore. Io credo che tra alleati – conclude – nel momento in cui ci sono problematiche di questo tipo, si intervenga a supporto dell’alleato. Al Pd stiamo dicendo: ci sono problemi reali anche legati al mondo del lavoro, vogliamo affrontarli o aspettiamo che a ottobre scoppi una crisi di governo che travolgerà tutto e tutti? E’ inutile ora alzare l’allarme rispetto al comportamento del M5s, che invece a noi è sempre sembrato lineare”.