Mafie

Ho ascoltato Mattanza ed è facile ritrovare oggi quel ‘sistema di potere’ che isolò Falcone

ASCOLTA QUI LE PRIME QUATTRO PUNTATE DI ‘MATTANZA’

di Gennaro Siciliano

Durante l’ascolto del podcast Mattanza prodotto da Il Fatto Quotidiano, non si possono non notare alcuni accadimenti, passati, che nel tempo sembrano poi essersi ripetuti. Come “quel sistema di potere molto articolato [raccontato nel podcast da Scarpinato] che con sotterranee manovre di potere” riuscì, il 19 gennaio 1988, ad esempio, a non far nominare Giovanni Falcone (che sarebbe poi scomparso il 23 maggio 1992), alla guida dell’Ufficio Istruzione presso la Procura di Palermo. È lecito, oggi, fare riferimento alla mancata nomina di Nicola Gratteri alla Procura Nazionale Antimafia, da parte del Csm, solo poche settimane fa.

Non sapremo mai se quest’ultima nomina sia stata affidata alle sole valutazioni tecniche basate sui curriculum vitae dei candidati, o se quel “sistema di potere” si sia attivato anche in questa occasione. Di certo porgere l’orecchio a questa eventualità, non sembra poi così utopico, soprattutto alla luce anche dei fatti recenti, relativi ad una parte della magistratura, da Palamara in poi, che è apparsa come caratterizzata da una gestione delle nomine organizzate a tavolino, sulla base di criteri diversi dal puro merito.

Un modus operandi, ben consolidato, che pensare possa essersi d’improvviso estinto suona sì, davvero utopistico.

Quello che ad oggi conosciamo con certezza è il lavoro di Gratteri, che ha prodotto – è bene ricordarlo – tra le altre cose, il secondo maxi processo della storia del nostro Paese, contro la malavita organizzata. Gratteri è riferimento per i calabresi ed emblema nazionale della lotta alle mafie, alla ‘ndrangheta. Il suo background, utilizzato alla guida della PNA gli avrebbe certamente dato la possibilità, di coordinare diverse procure contemporaneamente, riuscendo quindi a raggiungere obiettivi ancora maggiori nella lotta alla mafia.

Esattamente come la sua già mancata nomina a ministro della Giustizia nel 2014. Posizione dalla quale avrebbe potuto perfezionare le norme esistenti riferibili a tutti i reati di mafia, non solo omicidio e strage, rendendo il più sconveniente possibile delinquere.

Probabilmente ha ragione Lui, basterebbe solo la volontà di fare le cose. Basterebbe usare la testa, e avere un po’ di logica. Ma è possibile che tutti in questo Paese siano scervellati? Che nessuno noti quello che Gratteri segnala da anni, e lo perfezioni? Sarà mica che il problema è che siamo nel Paese in cui dei condannati al carcere duro riescono, magicamente, a mettere al mondo dei bambini? Il Paese della Trattativa Stato-Mafia? Il Paese in cui la politica, sempre più camaleontica, si confonde benissimo e con vanto alla criminalità organizzata?

Nel trentennale della morte di Falcone e Borsellino, restare oggi al fianco di Gratteri, riferimento di centinaia di migliaia di persone per bene, che vedono in lui l’unica possibilità di una vita migliore, priva di violenza e mafia, risulta per moltissimi sempre più necessario.

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